Il primo progetto del Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri fu concepito dal Capitano Vittorio Gorini che, nel 1907, lanciò l’idea pubblicando un articolo sulla “Rivista Militare Italiana”.

Museo CC

La sede del Museo storico dell’Arma dei Carabinieri. Il Museo si trova a Roma, in Piazza del Risorgimento, nel quartiere Prati

Si dovette attendere la fine della Prima Guerra Mondiale perché Gorini, nel frattempo diventato colonnello, costituisse il primo nucleo del Museo, che fu poi istituito con regio decreto 2495/1925 e dotato di autonomia finanziaria. A partire dalla fine degli anni Venti, il Museo si installò nell’attuale sede che solamente nel decennio successivo fu assegnata esclusivamente alle funzioni museali, avviando una ristrutturazione radicale che portò all’inaugurazione ufficiale del Museo il 6 giugno 1937.

A partire dalle primissime fasi, insieme alla raccolta di cimeli e di oggetti rappresentativi della storia dei Carabinieri, si avviò anche una ricerca di documenti sia collegati agli oggetti, sia quali testimonianze del servizio svolto dall’Arma. Di conseguenza, fu costituito un archivio storico; così fu aggregata la documentazione ricevuta dai Comandi dell’Arma e dai privati, generalmente militari in servizio o in congedo, discendenti e talvolta enti e associazioni.

L’archivio storico si è arricchito progressivamente di fascicoli provenienti da vari comandi dell’Arma in originale o in copia a seconda delle necessità, nonché di documentazione fotografica (dando vita ad un separato archivio fotografico). In realtà, a ben vedere, nonostante si parli di archivio storico e di archivio fotografico, si tratta di due distinte collezioni. In particolare, per quanto riguarda il cosiddetto “archivio storico”, il criterio di riordino ha tenuto conto della datazione della documentazione. Va precisato che chi ha provveduto alla costituzione delle unità di conservazione ha mantenuto le camicie originarie dei fascicoli, per cui è possibile procedere ad una ricostruzione virtuale dei versamenti. Il patrimonio archivistico e librario è databile tra la Restaurazione e la Seconda Guerra Mondiale orientativamente (oltre 900 buste). La collezione fotografica raccoglie approssimativamente 5.000 tra fotografie, lastre, diapositive e negativi.

All’avvio delle attività sono state costituite, per esigenze di documentazione interna, alcune serie separate: “morti in guerra” (19 buste), “morti in servizio” (12), stati di servizio dei Comandanti Generali, stati di servizio dei Vice Comandanti Generali, stati di servizio dei Capi di Stato Maggiore. Le prime due nascono dall’impianto di un fascicolo personale per ogni militare caduto in guerra o nello svolgimento del servizio. La documentazione all’interno del fascicolo è difforme da militare a militare; di massima vi è una scheda standardizzata con alcuni dati minimi del militare e dell’episodio in cui rimase coinvolto; più di frequente vi sono custodite copie di verbali di polizia giudiziaria e anche una o più fotografie che ritraggono il personaggio. Il Museo ha anche una piccola biblioteca dedicata alla storia dei Carabinieri e dei suoi militari.

Per la naturale funzione attribuita all’ente culturale, il Museo è aperto al pubblico. È presente su internet sin dalla prima configurazione del sito  con una pagina informativa; più recentemente, ha mutuato dall’Ufficio Storico le procedure per garantire le stesse modalità di accesso alla consultazione della documentazione. Oggigiorno giungono al Museo alcune donazioni di privati. Non si tratta unicamente di oggetti e di cimeli, ma di complessi più articolati nei quali compaiono spesso documenti privati e istituzionali.

Il Museo rappresenta per l’Arma il luogo per eccellenza dove promuovere la più ampia conoscenza della storia dei Carabinieri. Proprio a tale scopo, nel corso dell’anno si tengono nel salone d’onore i “Giovedì del Museo”, eventi con cadenza settimanale, che alternano giornate dedicate alla musica a cura della Banda dell’Arma (e di altri complessi bandistici), con giornate riservate ad altre iniziative (conferenze, tavole rotonde, presentazioni di volumi), tutti eventi dedicati alla valorizzazione del patrimonio e alla diffusione dei valori dell’Arma dei Carabinieri. Il personale del Museo partecipa attivamente alla realizzazione del periodico dedicato alla storia dei Carabinieri, il “Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri”.

In sostanza il Museo, grazie alle raccolte di documenti e fotografie, rappresenta l’altro polo conservativo dell’Arma dei Carabinieri. Sarebbe opportuno, in un prossimo futuro, concentrare la documentazione del Museo preso l’Archivio Storico dell’Arma (nell’Ufficio Storico) allo scopo di garantire una più immediata fruibilità del patrimonio archivistico in un unico istituto, offrendo un più semplice accesso alla consultazione della documentazione, ora dislocata su due diversi enti sia pure vicini tra loro. Infatti, il Museo Storico ha la sua sede in Piazza del Risorgimento a pochi passi dalla Città del Vaticano e a circa 500 metri dall’Ufficio Storico. La scelta di collocare quest’ultimo all’interno di una grossa caserma in uno dei quartieri centrali della Capitale e a poca distanza dal Museo consente una evidente riduzione dei tempi di spostamento dell’utenza che riesce ad accedere agevolmente ad entrambi gli enti.

Per saperne di più

Il sito istituzionale Carabinieri
La pagina del Museo storico dell’Arma dei Carabinieri
Il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, scaricabile gratuitamente dal sito istituzionale
Sulla storia della gestione documentaria si veda Flavio Carbone, Tra carte e caserme – Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946), Roma, Stato Maggiore della Difesa – Ufficio Storico, 2017 (il volume cartaceo a richiesta inviando mail a quinto.segrstorico@smd.difesa.it, ma è sfogliabile on-line qui

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