Tutti gli storici e gli studiosi del periodo conoscono il Circolo di cultura politica fondato a Firenze, nel 1920, da Carlo e Nello Rosselli, e siamo certi che moltissimi ricordano i particolari della sua triste vicenda e della sua drastica chiusura. Una storia che tuttavia riuscì ad avere, vent’anni dopo, un nuovo inizio e un

Tutti gli storici e gli studiosi del periodo conoscono il Circolo di cultura politica fondato a Firenze, nel 1920, da Carlo e Nello Rosselli, e siamo certi che moltissimi ricordano i particolari della sua triste vicenda e della sua drastica chiusura. Una storia che tuttavia riuscì ad avere, vent’anni dopo, un nuovo inizio e un felice seguito e che fa piacere ripercorrere sulle pagine dell’Inventario dell’archivio, recentemente curato di Chiara Chini [Archivio Fondazione Circolo di Cultura politica Fratelli Rosselli, Inventario 1971-2021, a cura di Chiara Chini, Pisa, Pacini editore 2025].

Con i fratelli Rosselli ne erano stati promotori Piero Calamandrei, Alfredo e Nello Niccoli e altri giovani: il Circolo era stato concepito e creato come luogo di studio, di approfondimenti, di dibattiti, sul modello dei club inglesi. Vi si svolgevano riunioni settimanali, nelle quali affrontare i temi più caldi del periodo: la questione meridionale, il colonialismo, la Rivoluzione russa; Carlo Rosselli ne era il principale animatore, e Gaetano Salvemini il modello di riferimento per tutto il gruppo. L’Associazione, che aveva trovato ben presto numerose adesioni e riscontro civico (a breve ne sarebbero divenuti soci anche Ludovico Limentani, Piero Jahier, Ernesto Rossi, Arrigo Serpieri, Aldo Sorani), inaugurava nel 1923 una nuova sede, in Borgo Santi Apostoli 27, dotata anche di biblioteca e sala di lettura. Ma l’anno successivo la data del 10 giugno – l’assassinio di Matteotti – avrebbe rappresentato una imprescindibile e funesta cesura. Tutti i soci, per confermare il loro legame con i valori democratici e liberali, firmarono nell’occasione un documento di adesione al Partito Socialista Unitario; Carlo Rosselli, di lì a poco avrebbe ribadito le sue idee e posizioni sul periodico di Gobetti «La Rivoluzione Liberale», mentre Nello avrebbe sottoscritto il manifesto delle forze liberali e democratiche di Giovanni Amendola. I ruoli erano ormai definiti, gli orientamenti chiari: infatti il Circolo sarebbe divenuto pochi mesi dopo l’assoluto bersaglio della violenza squadrista. Devastato il 31 dicembre 1924, con la perdita di tutta la documentazione, verrà anche formalmente chiuso e disciolto dal Sindaco di Firenze, con l’accusa di essere un centro di propaganda antinazionale.

Sappiamo bene tutti cosa accadde negli anni che seguirono, e la tragica fine dei fondatori. Dovevano passare vent’anni: soltanto subito dopo la liberazione di Firenze, con lo stimolo e l’incoraggiamento del Partito d’Azione, si decise far ripartire e rifondare il Circolo, proprio come simbolo della rinascita dello Stato; Ernesto Codignola e Pietro Calamandrei, che ne furono promotori, decisero subito di intestarlo ai fratelli Rosselli. 

La nuova stagione si apriva con vivacità e entusiasmo, con conferenze e una sorta di centro di educazione culturale e politica. Fra periodi molto attivi e altri di riflessione, il Circolo proseguiva la propria attività negli anni. Nel marzo 1954, per meglio definirne la struttura, si approvò un nuovo Statuto, inserendo nel Consiglio direttivo Amelia Rosselli, Gaetano Pieraccini e Gaetano Salvemini. Nel decennio successivo si confermarono i molteplici ambiti di interesse: si incrementò la collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza in Toscana e si fecero più stretti i contatti con il mondo studentesco, uno dei principali protagonisti del rinnovamento di quel periodo.  Seguirono ulteriori modifiche strutturali negli anni Settanta; nel 1974 la presidenza sarebbe stata assunta da Giorgio Spini, che avrebbe segnato per un lungo periodo la vita del Circolo. L’anno successivo un importante convegno commemorava i cinquanta anni dall’assalto squadrista, mentre si sviluppavano nuovi e vari interessi richiesti dalla vita politica del tempo: dall’urbanistica all’ecologia. Nel 1981 un altro evento ne segnò la storia: la nascita della rivista «Quaderni del Circolo Rosselli», diretta da Valdo Spini, destinata a proseguire fino al giorno d’oggi e che spesso avrebbe dedicato i numeri a particolari eventi contemporanei. 

Nel 1990 a fianco del Circolo fu creata una Fondazione, con lo scopo di promuoverne e sostenerne le iniziative. L’attività dei due Enti confermava, negli anni, la vocazione transnazionale, collegata alla tradizione etica rosselliana, mostrandosi attenta, soprattutto negli anni più vicini a noi, sia al processo per l’integrazione europea che ai temi della laicità dello Stato, pur nella piena libertà di coscienza e di religione. Si rafforzava, con altrettanta determinazione, il legame particolare con la Toscana e soprattutto con la città di Firenze. Tutte attività proseguite nei primi decenni del nuovo millennio, delle quali le carte d’archivio continuano e continueranno a dare testimonianza.

L’archivio della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli conserva memoria di tutta l’attività svolta a partire dal 1971, mentre la sopravvissuta, limitata, documentazione anteriore a quell’anno era stata versata, nei primi anni Settanta, all’Istituto Storico della Resistenza in Toscana. 

Non era semplice affrontare il riordinamento dell’insieme documentario: come spesso accade nelle associazioni dall’attività prolungata e talvolta discontinua, coerente nei principi quanto varia nella struttura e nelle realizzazioni, il nucleo non presentava un sistema unico di trattamento. Vi erano accorpamenti fra le funzioni strettamente amministrative e la documentazione culturale, così come evidenti sovrapposizioni fra la gestione e le iniziative del Circolo vero e proprio e quelle della Fondazione. Mancava inoltre «ogni indizio circa la sedimentazione originaria» – come rileva la curatrice Chiara Chini nell’iniziale Nota archivistica all’Inventario (p. 32) -, né si potevano individuare criteri univoci di archiviazione: soltanto per gli anni Settanta – Ottanta si riscontrava un prevalente ordine cronologico, spesso poi non mantenuto. L’avvicendarsi di vario personale alla segreteria, ufficio unico sia per il Circolo che per la Fondazione, talvolta anche incaricato dell’assistenza operativa all’attività politica di Valdo Spini (per molti anni, e ancora oggi, Presidente dell’Ente), ha condotto a frequenti confluenze e intrecci fra l’archivio personale di Spini e le carte della Fondazione. Difficoltà alle quali si è aggiunto il progressivo incremento della documentazione digitale, a fianco dell’utilizzo dei più vari supporti. Problemi ben noti e spesso riscontrabili negli archivi di associazioni culturali, fondazioni e piccoli enti affrontati e risolti dall’autrice del riordino, e curatrice dell’Inventario, con linearità e metodo. Sono state identificate e isolate le serie relative ai verbali degli organi statutari dell’Ente, le documentazioni amministrative vere e proprie e il ricchissimo insieme delle Attività, spesso descritte analiticamente anche a livello di documento. La serie delle Attività costituisce infatti anche il nucleo di maggior interesse, sia per i nomi dei mittenti e dei destinatari che per la varietà delle iniziative: un’ampia scelta di argomenti in cui la prospettiva europea continua, ancora oggi, a intrecciarsi con l’attenzione per i problemi della vita fiorentina.

La pubblicazione di questo Inventario, introdotto da una rigorosa premessa storica, è un esempio al quale molte associazioni o fondazioni culturali contemporanee possono guardare: sappiamo come sia importante organizzare gli archivi dei piccoli enti e associazioni a partire dalla loro produzione o comunque poco tempo dopo, quando si conserva ancora corretta memoria delle loro caratteristiche e di molti protagonisti delle vicende percorse. Così come è indispensabile che di questi archivi venga data notizia, anche con la diffusione degli stessi inventari, proprio per il loro carattere di fonte trasversale, che li rende fruibili a più categorie di storici e di studiosi.

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