21 Settembre 2017
Mirco Modolo (Fotografie libere per i Beni Culturali)
Con l’entrata in vigore della Legge annuale per il mercato e la concorrenza il 29 agosto è stato introdotto il regime di libera riproduzione con mezzo proprio nelle biblioteche e negli archivi pubblici italiani, non solo per fini di studio, ma anche per la “libera manifestazione del pensiero o espressione creativa” e ogni attività di “promozione della conoscenza del patrimonio culturale”.
21 Settembre 2017
Sonja Moceri (ICAR - Redazione SAN)
Chiunque abbia avuto o avrà occasione di visitare Venezia, “la città fra le città” 1, da maggio a novembre di quest’anno, ha potuto o potrà vedere plasticamente rappresentate, una di fronte all’altra, due delle principali tendenze di ricerca dell’arte contemporanea: la narrazione e l’archiviazione.
20 Settembre 2017
Andrea D’Arrigo (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”)
Ricomporre le memorie di una comunità che la guerra e le politiche nazionaliste hanno cercato di cancellare. È questo uno degli obiettivi, forse il più importante, di un piccolo centro di documentazione sorto recentemente nel cuore di Srebrenica, teatro nel 1995 del primo genocidio compiuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale.
20 Settembre 2017
Stefano Vitali (Direttore ICAR)
Il progetto "Adopt Srebrenica", promosso e sostenuto dalla Fondazione Alexander Langer di Bolzano e dall’associazione Tuzlanska Amica di Tuzla (Bosnia Erzegovina), al di là del suo valore politico e morale e dell'importante messaggio di solidarietà umana che da esso promana, costituisce un'esperienza che invita a riflettere sulla capacità che archivi e documenti possono avere non solo nell'aiutare a recuperare una memoria spezzata dalla guerra e dal genocidio, ma anche a ricostruire, dal basso, fra le persone, un tessuto di convivenza e di riconoscimento reciproco.
19 Settembre 2017
Massimo Laurenzi
Fra le sperimentazioni avanguardiste di primo Novecento l’esperienza di Pieet Mondriaan rappresenta una ossessione figurativa fatta di forma, segno e colore. Nel suo processo di creazione la semplificazione diviene un gesto profondamente conoscitivo. «L’aspetto delle cose in natura cambia, ma la realtà rimane costante». La sintesi ottenuta restituisce informazioni sul carattere tipico delle cose, trascurando o meglio eliminando la traccia del particolare e della connotazione.
19 Settembre 2017
Valentina Stazzi (Centro documentazione Archivio Flamigni)
Il 20 settembre 2017, presso la Biblioteca della Camera dei deputati, il Centro documentazione Archivio Flamigni ha inaugurato la mostra Immagini di una vita. Una mostra per Aldo Moro, a cura di Francesco M. Biscione, Simone Guarracino (sviluppo), Maria Agnese Moro, Ilaria Moroni, Valentina Stazzi, Andrea Vendetti (progettazione grafica).
16 Settembre 2017
Dario Taraborrelli (Red. ANAI)
Con l’elezione del 45° presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, e la precedente campagna elettorale senza esclusione di colpi, la comunità archivistica statunitense è stata attraversata da un acceso dibattito sul ruolo e la responsabilità degli archivisti al tempo della post-truth e delle fake news. In un ultimo post sul suo blog Reading Archives and the Academy Richard J. Cox prova delineare una nuova missione per la professione archivistica.
14 Settembre 2017
Rossella Santolamazza (Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Umbria e delle Marche)
Si è da poco concluso l’intervento di riordinamento ed inventariazione dell’archivio di Luca Ronconi, noto in Italia e all’estero per le sue grandi regie teatrali e liriche e morto a Milano il 21 febbraio 2015.
12 Settembre 2017
Paola Pettenella e Patrizia Regorda (MART - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto)
Esporre al pubblico il materiale archivistico è sempre una sfida, tanto più quando la mostra ha luogo in un museo di arte moderna e contemporanea come il Mart di Rovereto: in un contesto del genere l’importanza delle raccolte, la vocazione dell’istituzione e le aspettative dei visitatori sollecitano l’archivista, fattosi curatore, a conciliare l’aspetto storico e documentario con quello iconografico, rivolgendo inoltre particolare attenzione alla resa visiva dell’allestimento.
1 Settembre 2017
Marta Musso (PR&Communication Officer APEF)
For historians, archival research is the most exciting and fun part of the job, but also the most dangerous and potentially stressful. The relation with primary sources is always very complicated; however, when the material cannot be found, or it is scattered around the world in a multitude of institutions, a research project can be abandoned altogether, due to lack of time or travel resources – especially at a time of cuts.










