L’Archivio da ascoltare

Record. Un podcast d’Archivio è una serie in 9 episodi pensata per avvicinare nuovi pubblici ai documenti conservati dall’Archivio di Stato di Torino. Il podcast si propone di raccontare storie di coraggio, paura, crimini e lotte di libertà, occasioni per riflettere sulle scelte e le decisioni di chi ci ha preceduti e sulle tracce rimaste nelle carte che ancora conserviamo.


Il primo approccio dell’Archivio di Stato al mondo dei podcast risale al 2020: nel mese di marzo, costretti tutti a casa dalla pandemia, avevamo ideato una mostra virtuale in modo da poter partecipare a Archivissima 2020, nella versione online rapidamente ideata dagli organizzatori - in un momento di grande incertezza per tutto il mondo, non solo quello della cultura - per non dover rimandare l’edizione annuale del Festival degli Archivi. L’esposizione L’anello forte. Dame che governano, donne che lavorano, cittadine che votano accompagnava il visitatore alla scoperta delle vicende di donne di potere, professioniste, operaie e studiose attraverso una selezione di carte, pergamene e fotografie che ne narravano le storie, pubblicate sul sito dell’Archivio. Con un intento esplorativo, incuriositi dalle potenzialità del formato audio, facilmente realizzabile con pochi mezzi, abbiamo trasformato alcuni di questi racconti in brevi podcast ascoltabili liberamente.

Sulla base di questa prima esperienza amatoriale, nel 2021 abbiamo pensato di utilizzare lo stesso strumento, che ci permetteva di raggiungere pubblici diversi e eterogenei, spesso lontani da quelli che frequentano solitamente il nostro o altri archivi, per diffondere alcune delle infinite storie a cui è possibile accedere attraverso le fonti storiche, immaginando che avrebbero potuto incontrare l’interesse di molti ascoltatori che utilizzano le piattaforme podcast disponibili online.

I testi di Record. Un podcast d’Archivio, un progetto realizzato con il sostegno dell’Associazione Amici dell’Archivio di Stato di Torino nell’ambito delle attività della Manutenzione della memoria territoriale, sono stati realizzati da una giovane autrice, Maria Giulia Miceli, che ha lavorato sui documenti originali e riadattato al racconto audio le tante antologie pubblicate nel corso degli anni dall’Archivio a scopo didattico.

Le vicende narrate nelle diverse puntate non seguono un criterio tematico o cronologico: alcune sono state scelte perché il calendario delle pubblicazioni prevedeva che alcuni episodi uscissero in concomitanza con eventi o anniversari importanti (come nel caso dell’inaugurazione del traforo del Frejus, di cui il 17 settembre si celebrava il centocinquantenario), altre sono particolarmente significative per la storia locale (ad esempio l’introduzione della vaccinazione antivaiolosa in Piemonte, che si ricollega per tanti versi alla storia recente), altre ancora per la loro valenza culturale e sociale (è il caso della vicenda di Victoire Sellon, zia materna del conte di Cavour, che si ribella al marito violento nella Torino di inizio Ottocento).

La registrazione e il montaggio audio sono stati curati da Simona Fiore e Francesca Gentile di Starfilm, mentre le voci narranti sono quelle del personale dell’Istituto, che si è prestato con impegno a questa nuova esperienza “radiofonica”. Ci è sembrato efficace far parlare i documenti dell’Archivio con le voci di chi ci lavora ogni giorno con impegno e dedizione: il risultato è una serie corale, in cui ogni puntata viene colorata da un’intonazione e da un’interpretazione uniche e originali.
Ogni venerdì a partire dal 3 settembre e fino a fine ottobre viene pubblicato un nuovo episodio. Le puntate si possono ascoltare liberamente sulle più importanti piattaforme di podcast: Spotify, Spreaker, Deezer, Podcast Addict e Google Podcasts.

3 settembre — Sotto la valanga: l’incredibile storia delle tre donne di Bergemoletto che nel 1755 riescono a sopravvivere per più di un mese in una casa sommersa dalla neve. Un caso che attira l’attenzione della comunità scientifica europea.
10 settembre — Bestemmie, cospirazioni e sortilegi: Clara, Giovanni e il prete Albanelli: nel Piemonte del Settecento sopravvive il terrore della stregoneria, spesso confessata dagli inquisiti sottoposti a tortura e punita con la pena capitale.
17 settembre — Il tunnel sotto le Alpi: 150 anni dall’inaugurazione del Traforo del Frejus: è il 1871: viene inaugurato il Traforo del Frejus, l’avveniristico tunnel sotto le Alpi tenacemente voluto da Cavour, che punta a sviluppare la politica industriale del Regno modernizzando i mezzi di trasporto, aprendo le frontiere e consentendo liberi scambi commerciali.
24 settembre — Massimo, diciassette anni, un immigrato a Torino: a metà Ottocento Torino rappresenta la patria d’elezione per molti migranti provenienti da ogni parte d’Italia: dai documenti del Comitato Centrale dell’Emigrazione italiana riaffiora la storia di coraggio e incoscienza di un giovane modenese in cerca di fortuna.
1° ottobre — Silenzio: in una lettera del 1855 conservata nella corrispondenza tra la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e il Consolato sardo a New York ritroviamo la storia di un piccolo veliero approdato negli Stati Uniti carico di migranti italiani.
8 ottobre — La paura ai tempi del colera: nell’Ottocento viaggi e scambi commerciali significavano per l’Europa ricchezza e sviluppo industriale, ma anche diffusione di malattie fino a quel momento sconosciute, tra queste il colera. È il 27 agosto del 1835 quando la commissione sanitaria per la Città, Borghi e Territorio di Torino emana le proprie disposizioni per contrastare la diffusione della malattia.
15 ottobre — Di braccio in braccio: nel Settecento il vaiolo diventa una delle più importanti cause di mortalità, finché nel 1796 il medico britannico Edward Jenner non mette a punto il vaccino contro il virus. E in Italia? Ecco la storia dell’introduzione del vaccino antivaioloso in Piemonte.
22 e 29 ottobre — Libera: il racconto in due puntate dell’avventurosa storia di Victoire Sellon in fuga dal marito violento, tra Ginevra, Parigi e Torino negli anni 1804-1806.

Grazie ai nostri canali social (Facebook, Instagram e Twitter) ci è inoltre possibile mostrare i documenti originali da cui sono tratti i racconti, ritessendo i fili che legano le fonti primarie alle narrazioni.

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