Il volume raccoglie, aggiornati per la pubblicazione, gli interventi presentati al convegno Gli archivi della politica, tenutosi a Firenze l’11 aprile 2012 nell’ambito delle iniziative organizzate per ripercorrere i primi quarant’anni d’attività del Consiglio regionale della Toscana (1970-2010).

Presentati dall’attuale Presidente dell’Assemblea legislativa toscana, Eugenio Giani, e curati da Monica Valentini, responsabile dell’Archivio del Consiglio regionale della Toscana, gli atti (pubblicati anche online) costituiscono un punto fermo nel dibattito sui processi di produzione, trasmissione e conservazione della documentazione scaturita dall’attività dei partiti e gruppi politici che hanno governato le istituzioni pubbliche italiane, del sistema associativo a essi collegato e, non da ultimo, delle singole personalità che hanno animato la scena politica nazionale e locale (dirigenti di partito, rappresentanti negli organismi elettivi, semplici militanti etc.).
Già il convegno, infatti, era concepito in modo tale che con i primi interventi venisse inquadrata in un contesto più generale di riflessione la tematica delle carte frutto dell’attività politica di soggetti vari (pubblici/privati, singoli/associati, istituzionali/della società civile) e con gli interventi successivi fosse riportata, su esempi concreti, l’analisi delle diverse realtà sia nazionali sia locali che a oggi costituiscono le buone pratiche di gestione e conservazione di archivi della politica.

In questa declinazione, dunque, si presentano anche i saggi pubblicati che vanno dai contributi più specificamente di principio e metodologici di Linda Giuva e Caterina Del Vivo, a quelli maggiormente incentrati su esperienze di rilevanza nazionale di Paolo Massa, Silvio Pons-Giovanna Bosman, Flavia Piccoli Nardelli e Alessandra Frontani; e, ancora, agli interventi che illustrano l’imprescindibile attività di tutela esercitata dallo Stato, in particolare in questo caso dalle Soprintendenze archivistiche (Rossella Santolamazza, Emilio Capannelli), fino a quelli che presentano la feconda e vivace realtà locale toscana (Mirco Bianchi-Paolo Mencarelli, Marta Rapallini, Massimo Bianchi-Stefano Maggi, Federica Benetello-Franco Bertolucci, Maura Borgioli), con una particolare menzione per l’esperienza dell’archivio del Consiglio regionale della Toscana che, dal punto di vista metodologico, costituisce un imprescindibile esempio utile anche per future attività di tutela e valorizzazione su questi particolari archivi, non solo appartenenti alle assemblee legislative regionali ma anche prodotti e/o conservati da tutti i possibili soggetti che sul territorio promuovono la partecipazione politica.
Il volume di atti ha poi la particolarità – certo non infrequente – di essere pubblicato quattro anni dopo l’evento che ha prodotto i contributi; questa sua “intempestività”, lungi dal costituire un difetto penalizzante per l’iniziativa editoriale, sottolinea se possibile ancora di più l’attualità delle tematiche affrontate e delle metodologie proposte per iniziative di tutela rivolte alle “carte politiche”: si pensi per esempio all’urgenza di affrontare le nuove forme di documentalità politica favorite dal mezzo informatico che ha portato a sostituire i formati tradizionali con i sempre più diffusi messaggi di posta elettronica, sms, messaggi Whatsapp, tweet e blog, tutte manifestazioni che, se da una parte sembrano portare all’ennesima potenza la dimensione democratica e partecipativa dell’azione politica, dall’altra rappresentano il lato documentale di quelle «disarticolazioni delle forme della politica novecentesca» individuate da Michele Prospero (2012) che – come dice Linda Giuva nel suo contributo – «stanno producendo una parallela frammentazione della conservazione archivistica» (p. 16).

La stessa prerogativa di attualità si può leggere ancora nell’urgenza, oggi più che mai incalzante, di programmare interventi di tutela sulle carte della politica prodotte da istituzioni come le Province, la cui esistenza è stata di recente messa in forte discussione: le attività dei Consigli provinciali, infatti, come espressione di un livello di rappresentatività politica sul territorio ormai abolito per legge (L. 56/2014), così come quelle dei gruppi e delle commissioni consiliari, si rispecchiano in ricchi e consistenti complessi documentari creati fino a un recente passato e che oggi ormai non si accrescono quasi più, andando a costituire dei fondi pressoché chiusi negli archivi provinciali. Su tali fondi, dunque, è auspicabile un intervento tempestivo avviando subito operazioni di raccolta, censimento, riordino e inventariazione analoghe a quelle condotte dall’Archivio generale del Consiglio regionale della Toscana, perché l’archivio di ogni Consiglio provinciale – applicando a tale soggetto un passaggio del contributo di Monica Valentini – «è un archivio della politica […] che conserva la memoria dell’attività politica e istituzionale del Consiglio nel suo complesso e, quindi, anche la storia dei gruppi che è prima di tutto qui riflessa nella loro attività istituzionale, negli atti presentati e discussi, nelle politiche programmate e perseguite, negli interventi in Aula o nelle Commissioni consiliari» (p. 159): cosa di più per stimolarne la salvaguardia e scongiurarne la (possibile) dispersione?

Gli archivi della politica. Atti del Convegno, Firenze, 11 aprile 2012, a cura di Monica Valentini, Firenze, Consiglio regionale della Toscana, 2016


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