Il progetto della Rete degli archivi per non dimenticare, promosso dal Centro documentazione Archivio Flamigni, nasce con l’idea di valorizzare e diffondere le fonti documentali sui temi legati al terrorismo, alla violenza politica e alla criminalità organizzata del nostro Paese, e con l’intento di mettere in comunicazione le numerose realtà, pubbliche e private, che lavorano per conservare e rendere accessibili tali testimonianze. Inizialmente, i risultati del primo censimento delle fonti documentali conservate in archivi, centri di documentazione e associazioni, sono stati pubblicati nella Guida alle fonti per una storia ancora da scrivere, a cura di Ilaria Moroni. Dal 2003, grazie allo stimolo delle Associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi, sono stati sperimentati progetti finalizzati a tutelare e conservare i fascicoli processuali riguardanti il terrorismo e le mafie. In particolare sono state avviate importanti sinergie tra archivi privati, associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo, Archivi di Stato, tribunali e procure, che hanno reso possibile, in via sperimentale, la creazione di laboratori di digitalizzazione a Cremona, Milano, Bologna, Padova e Roma.
La Presidenza della Repubblica, il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) hanno riconosciuto l’importanza di questo progetto, ma è stata la Direzione Generale Archivi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo a favorirne un’ampia diffusione attraverso l’ideazione e la realizzazione di un portale tematico all’interno del SAN, il Portale della Rete degli archivi per non dimenticare, inaugurato al Quirinale il 9 maggio del 2011 dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante la cerimonia per la Giornata della Memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi.
Dal 2011 a oggi si è lavorato intorno al Portale per arricchirlo di contenuti e approfondire lo studio dei terrorismi prima e delle mafie poi.
La sezione Muro della Memoria ha posto l’attenzione sulle tante vite stroncate nella stagione delle stragi, creando per la prima volta una sorta di Memoriale pubblico. Centrale è stato anche il rapporto con le scuole e gli insegnanti: si è dedicata un’intera sezione alla didattica e sono stati promossi concorsi annuali che hanno impegnato gli studenti a riflettere e a lavorare su questi temi.
Grazie all’applicativo sperimentale DocTrace, raggiungibile attraverso Documenti online, inaugurato il 5 maggio 2014 a Firenze con il ministro Dario Franceschini, è stato possibile pubblicare per intero, ad esempio, la documentazione della Commissione parlamentare sulla Loggia massonica P2, la documentazione giudiziaria sulla strage di piazza della Loggia, sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sulla strage di piazza Fontana e sulla strage della stazione di Bologna. Infine tutta la documentazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani e l’omicidio di Aldo Moro.
Il 6 maggio 2015 questo lavoro ha ottenuto un ulteriore riconoscimento con la firma del protocollo d’intesa tra il guardasigilli Andrea Orlando e il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, finalizzato alla digitalizzazione degli atti dei processi di interesse storico. L'accordo sta avviando un programma organico di descrizione e digitalizzazione delle carte giudiziarie, che costituiscono la fonte prioritaria per lo studio della storia dell'Italia repubblicana.

Proprio in questi giorni, il Portale della Rete ha inaugurato la nuova pagina Percorsi didattici, nella quale sono raccolti gli obiettivi delle iniziative didattiche che i soggetti aderenti alla Rete intendono sviluppare. Per dare concretezza a queste volontà, il 9 maggio del 2017 è stata rinnovata l’intesa del 2014 con il MIUR con la firma di un nuovo protocollo d'intesa per promuovere la collaborazione tra le associazioni firmatarie, le istituzioni scolastiche e il sistema universitario e per «sviluppare un programma comune di attività educative e iniziative didattiche finalizzate ad una più approfondita conoscenza dei fenomeni terroristici e dei processi di radicalizzazione violenta nella storia d'Italia e a conservare nelle giovani e nei giovani la memoria delle vittime del terrorismo».
Si segnalano, infine, altri aggiornamenti nel portale: nella sezione Per approfondire/Saggi e Contributi, è presente l’intervento di Francesco M. Biscione Il processo per l’omicidio di Carmine (Mino) Pecorelli, direttore del settimanale Osservatore politico (Op) ucciso la sera del 20 marzo 1979 a Roma; la relativa documentazione giudiziaria sul processo è stata resa disponibile nella sezione Documenti online. Tra gli atti disponibili per la consultazione si trova l’istruttoria del  tribunale di Roma (1991), che proviene dall’Archivio della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, e la domanda di autorizzazione a procedere contro Andreotti (1993), proveniente dagli atti parlamentari.

Per saperne di più:

Centro documentazione Archivio Flamigni
Guida alle fonti per una storia ancora da scrivere

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