Le antiche pergamene sciolte conservate presso l'Archivio di Stato di Firenze

Avviato nel 1997 e completato nel 2002, il progetto ha avuto come obiettivo primario la riproduzione degli originali per preservare pergamene e tomi di spogli dalla intensa consultazione diretta del pubblico; allo stesso tempo, il progetto ha inteso sperimentare un metodo sicuro di accesso alle immagini digitalizzate che salvaguardasse i legami esistenti tra singolo documento e contesto archivistico di appartenenza.

L’Archivio Diplomatico fu istituito a Firenze il 24 dicembre 1778 dal Granduca Pietro Leopoldo, con la concentrazione delle antiche pergamene sciolte conservate dagli uffici pubblici del Granducato di Toscana. Anche i soggetti privati furono incoraggiati a depositare le proprie Pergamene nel neoistituito Pubblico Archivio Diplomatico. Al nucleo originario si aggiunsero, durante il periodo napoleonico, le pergamene provenienti dai conventi soppressi di tutta la Toscana e, via via, anche quelle donate e depositate da vari soggetti o acquistate sul mercato antiquario. Tra gli anni ’50 e ’60 dell’Ottocento, in seguito all’istituzione degli Archivi di Stato di Pisa e Siena, le pergamene di quelle città furono trasferite presso i rispettivi archivi, mentre nell’Archivio fiorentino rimasero conservati i relativi spogli.

Il Diplomatico è costituito da oltre 144.000 pergamene arrotolate, tra cui diplomi imperiali e pontifici, lettere di cancellerie pubbliche e atti notarili privati, documenti-monumenti del passato, dall’Alto Medioevo (sec. VIII) sino al XIX secolo. I documenti sono stati a suo tempo riorganizzati in un’unica sequenza cronologica, dissolvendo gli originari nuclei di provenienza. Questi ultimi sono documentati nei 131 “tomi di spogli” delle pergamene, realizzati in tempi diversi a partire dalla fondazione dell’Archivio Diplomatico e organizzati sulla base della provenienza dei documenti.

L’acquisizione delle pergamene (oltre 85.000 pergamene delle parti Normali e Lunghe), per un totale di 243.557 immagini, è avvenuta utilizzando prevalentemente una strumentazione particolare (Dorso digitale Dicomed Big shot 3000), acquistata allo scopo dall’Archivio di Stato di Firenze. Le pergamene sottoposte alla riproduzione sono state dotate di un codice a barre di 8 cifre, abbinato con un cartellino aggiuntivo fissato con legatura al filo di collegamento tra la pergamena e il già esistente cartellino manoscritto. Tale codice, letto con dispositivo ottico automatico dallo schedatore, ha costituito l’elemento identificativo dell’insieme formato da pergamena, scheda archivistica e dai file dell’archivio ottico delle immagini acquisite, a loro volta connessi con le immagini del regesto. La digitalizzazione dei 131 tomi di spogli è stata ottenuta attraverso la conversione in digitale dei microfilm esistenti, per un totale di 42.839 immagini, in formato compresso standard (grigio, 8 bit x pixel compresso JPEG).

Nel 2007, vista l’esigenza di aggiornare le piattaforme software originariamente progettate per la realizzazione del progetto e nella prospettiva della pubblicazione nel web del sistema, l’Archivio di Stato di Firenze ha incaricato il Consorzio Forma di Pisa di realizzarne una completa reingegnerizzazione.

Priscilla Sermonti

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