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nn. 1-2/2010
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Tutela degli archivi non statali colpiti dal sisma in Abruzzo
 L’impegno della Soprintendenza per gli archivi dei comuni colpiti dal sisma si va definendo e ampliando. Oltre a proseguire l’opera di affiancamento del progetto promosso da Italia Nostra, di cui si è dato notizia nel numero 2/2009, la Soprintendenza ha avviato un proprio progetto, in cui ci si propone una più puntuale ricognizione dello stato attuale degli archivi, pubblici, privati ed ecclesiastici, dell’area terremotata ed un successivo intervento mirato alla soluzione dei problemi riscontrati; parallelamente i risultati dell’indagine potranno raggiungere la comunità degli utenti attraverso il SIUSA. Data la necessità di operare in sicurezza, il piano ispettivo è stato subordinato alle informazioni fornite dall’Ufficio del vicecommissario delegato per i beni culturali – Protezione civile, che fin dall’indomani del sisma ha operato ricognizioni sistematiche ed interventi di recupero d’emergenza. Per questo motivo sono per ora rinviate le visite agli archivi, di grande rilevanza, della città capoluogo.
Il lavoro di ricognizione, cui partecipano tutti i funzionari dell’istituto, ha riguardato fin ora una decina di aree comunali. Se ne possono già ricavare alcune indicazioni: una condizione in generale più critica degli archivi parrocchiali rispetto a quelli comunali, a causa dei maggiori danni subiti dagli edifici; fatta eccezione per alcuni particolarmente colpiti, una sostanziale permanenza negli archivi comunali delle condizioni precedenti il sisma; in alcuni casi il disordine preesistente è stato aggravato da trasferimenti resi necessari dalle condizioni dell’edificio. Una necessità concreta manifestata da molti sindaci è quella del ricovero provvisorio per gli archivi in vista dei lavori di ripristino delle sedi municipali, che sia in deposito presso l’Archivio di Stato dell’Aquila o in locali da reperire ed eventualmente condividere con altri Comuni. Una nota positiva è quella dell’emersione di alcuni archivi privati di discreta rilevanza e del nuovo atteggiamento di disponibilità dei proprietari, che lascia ben sperare in una collaborazione futura per la salvaguardia del patrimonio archivistico.
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