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Assemblea ordinaria dei soci Anai

Roma, 28 febbraio 2009

in nn. 1-2/2009

Il giorno 28 febbraio 2009, a Roma, presso l’Archivio di Stato, l’Assemblea nazionale ordinaria dei soci relativa all’anno 2008, in omaggio alla ricorrenza del sessantesimo dell’ANAI, si è aperta con la proiezione di un filmato sul XXVI Congresso nazionale dell’ANAI (Professione archivista 1949-1999 -  I cinquant’anni dell’ANAI nel mondo archivistico), svoltosi a Trento nel 1999.

Ha preso poi la parola il Consigliere del Direttivo Camilla Occhionorelli, che ha palesato la volontà di dimettersi dal Consiglio Direttivo in seguito al fatto di non essere più responsabile dell’Archivio della Camera di Commercio che con passione ha diretto realizzando importanti iniziative di riordino e di valorizzazione a molti note. Ha poi concluso esprimendo la propria preoccupazione più in generale per la problematica della gestione degli Archivi e dei costi che le Amministrazioni pubbliche e private devono sostenere ed al conseguente pericolo di ricorrere a soluzione ove ad operare si trova personale non qualificato. Ha per questa ragione invitato l’Assemblea ed il Direttivo ANAI a ricercare le modalità per poter intervenire in tale delicato segmento che è di salvaguardia della professione da un lato e della conservazione dei patrimoni documentali dall’altro.

 

 

La presidente Isabella Orefice prendendo la parola ha innanzitutto rifiutato le dimissioni di Camilla Occhionorelli e ha poi fatto un rapido bilancio dell’attività svolta nel 2008, soprattutto per quanto riguarda i seminari organizzati sui temi della formazione di base, degli archivi comunali e del restauro dei beni documentari, grazie alla consulenza scientifica di Giorgetta Bonfiglio-Dosio e Gigliola Fioravanti. Ha ricordato che per il 2009 si è già svolto a gennaio a Napoli un seminario di formazione di base per archivisti e sono in programma seminari su archivi comunali, capitolato generale speciale per i restauri dei beni archivistici e librari, fotografie analogiche e digitali, depositi di archivio e di biblioteca, gestione elettronica dell’archivio corrente e archivi sanitari.

Si è poi trattato dell’organizzazione del Progetto sugli “Archivi della Moda del ‘900”, svolto in collaborazione e con il co-finanziamento delle tre Direzioni Generali per gli Archivi, per i Beni librari, gli Istituti culturali e il Diritto d’Autore e per l’Organizzazione e l’Innovazione: nel 2008 sono partiti i lavori dei censimenti, che presto si estenderanno dalle tre regioni delle città capitali della Moda (Roma, Milano, Firenze) anche ad altre regioni; analogamente, dopo che nel 2008 hanno iniziato ad operare in Lombardia, Lazio e Toscana i Comitati scientifici del Progetto, col compito di coordinarlo a livello regionale e collaborare all’organizzazione dei seminari, nel 2009 entreranno nel pieno dell’attività anche i Comitati scientifici di altre regioni; infine, per quanto riguarda i seminari, dopo che il 12 gennaio si è svolta a Firenze la Presentazione ufficiale del Progetto, sono previsti per il 2009 un seminario di studi a Firenze in giugno sul Sistema Moda a Firenze, uno a Biella ad ottobre sul Settore tessile biellese e uno a dicembre a Roma sui Costumi e lo spettacolo.

 

E’ poi intervenuto il vicepresidente Ferruccio Ferruzzi, che ha parlato dell’attività svolta in campo politico-legislativo: in merito allo schema di modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, l’ANAI ha chiesto un’audizione al Ministro per chiedere una maggior autonomia del settore archivistico, sia a livello periferico nei confronti delle direzioni regionali (per es. mantenendo la titolarità della dichiarazione e dell’affidamento di lavori archivistici), che a livello centrale per mantenere forme di coordinamento nazionale in particolare per quanto riguarda la tutela degli archivi dello Stato. Sotto il profilo strategico a più ampio raggio, poiché di recente si è assistito ad un’ulteriore penalizzazione del settore archivistico nei confronti dei settori delle ex arti, è fondamentale non “appiattirsi” sulle associazioni di quei settori nelle piattaforme e nei documenti politici, ma occorre rivendicare fortemente la specificità del nostro settore e chiedere una legge e finanziamenti specifici per gli Archivi. Infine ha parlato dell’ultimo bando di concorso per funzionari tecnici ai Beni Culturali, in cui, su sollecitazione dell’ANAI erano stati inseriti dei posti riservati agli archivisti (seppur solo 5), all’inizio non previsti. A tale proposito ha ricordato la lettera inviata in luglio dall’ANAI al Direttore Generale Recchia con cui si segnalava e si invitava a rettificare l’incongruità presente nel bando, per cui veniva chiesto come requisito discriminante ingiustificato ai partecipanti che il diploma "di specializzazione" rilasciato dalle scuole di archivistica degli Archivi di Stato fosse stato acquisito dopo il conseguimento del diploma di laurea,mentre ai corsi sono ammessi anche studenti non laureati.

 

Sull’argomento è intervenuto anche il Consigliere del Direttivo Concetta Damiani, che ha ricordato come alcuni archivisti abbiano fatto ricorso contro il bando, ribadendo che però l’ANAI, oltre a ribadire un fatto normativo notorio, non poteva spingersi a organizzare o partecipare al ricorso, come già deciso in generale tempo fa dall’assemblea, in quanto esso vedrebbe contrapposti fra loro per interesse archivisti professionisti potenzialmente soci da entrambe le parti. Inoltre ha ricordato come di recente la situazione si sia aggravata per il fatto che la Soprintendenza Archivistica per le Marche ha chiesto lo stesso requisito post-laurea per affidare degli incarichi a dei liberi professionisti. A tale proposito Ferruzzi ha dichiarato che l’ANAI scriverà presto una lettera al Direttore generale Scala affinché non sia avallata tale posizione. A tale proposito il socio Donato Tamblè, Soprintendente per la Basilicata , ha dichiarato di aver sostenuto come tale la posizione dell’ANAI per quanto riguarda i contratti con i liberi professionisti in Basilicata.

 

 

Ha preso poi la parola il Consigliere del Direttivo Giorgetta Bonfiglio-Dosio la quale ha detto che il 2009 sarà il quarto anno di pubblicazione della rivista Archivi, ricordando che si è riusciti ad uscire puntualmente con cadenza semestrale e che sono in procinto di essere introdotti nella rivista gli elementi richiesti dagli standard qualitativi internazionali. In particolare per il 2009 si tenterà di costituire i presupposti per essere registrati nell’ISI delle riviste d’informazione scientifica. Perciò ci si propone di ottemperare ad un’ulteriore serie di numerosi requisiti tra cui le date di uscita dei numeri, alcune indicazioni per il titolo e gli autori degli articoli, la presenza di un riassunto in italiano degli articoli e di una versione in inglese degli abstract e molti altri. Tra questi anche il funzionamento del sistema di referaggio doppiamente anonimo, che dovrebbe ulteriormente perfezionarsi rispetto all’attuale prassi. Infine Bonfiglio-Dosio ha illustrato la grande mole di lavoro fatta per pubblicare l’ultimo numero, relativo ai risultati finali del Progetto InterPARES 2 e ha anche rivolto a tutti i presenti la proposta di collaborare più fattivamente alla Rivista.

 

 

La parola è poi passata al sindaco Viviana Rocco che ha letto il verbale della riunione del Collegio dei Sindaci, tenutasi il 20 febbraio presso lo studio del Commercialista, presenti, oltre a lei stessa, la presidente del Collegio dei Sindaci Maria Emanuela Marinelli e il sindaco Isabella Cerioni e comunica il parere favorevole dei sindaci all’approvazione del bilancio consuntivo 2007. Ferruzzi ha poi illustrato il bilancio, sottolineando che l’utile registrato è dovuto ai contributi pervenuti all’ANAI per l’organizzazione del Seminario Internazionale sugli Archivi degli Sport invernali di maggio a Torino e per la II Edizione di Archiexpo di novembre a Milano. Il bilancio è stato approvato dall’Assemblea.

 

Ferruzzi è passato poi ad illustrare il bilancio di previsione per il 2009 per cui si prevedono ingenti uscite per il Progetto degli Archivi della Moda che, ovviamente, ci saranno solo se saranno coperte da corrispondenti entrate sotto forma di contributi specifici e anche questo bilancio viene approvato.

 

Il Consigliere Carlo Vivoli  ha poi introdotto il tema del referendum in corso per le modifiche dello Statuto e l’adozione del codice deontologico. Ha spiegato che l’obiettivo delle modifiche è quello di uniformarsi all’attuale tendenza europea di maggior valorizzazione a livello professionale e anche alle nuove normative emanate anche in Italia per le Associazioni Professionali non regolamentate, che devono essere recepite dalle Associazioni per  essere riconosciute.

Tra le principali modifiche il fatto di abbassare il “quorum” necessario per modificare lo Statuto, per rendere più facile in futuro l’adeguamento alle continue novità che nascono nelle odierne dinamiche; l’estensione della categoria dei soci ordinari ad una fascia più ampia di persone e precisamente a tutti coloro che di fatto lavorano negli archivi, eliminando di fatto la categoria dei soci straordinari e introducendo al suo posto quella dei soci juniores che inquadrerà gli studenti e coloro che non svolgono ancora una vera e propria attività professionale; la creazione di una nuova categoria per gli Enti, che per la nuova normativa non possono più essere soci, e diventano “sostenitori” dell’Associazione. A seguire c’è stato un dibattito sull’argomento e sono state presentate delle osservazioni scritte da parte della socia non presente Maria Raffaella de Gramatica

Tra le varie problematiche affrontate nel dibattito, è emersa quella dell’Assicurazione professionale.

 

La parola è quindi passata a Bonfiglio-Dosio che, insieme a Damiani, si sta occupando da tempo della questione. Da qualche tempo sono infatti aumentate da parte degli Enti le richieste di copertura assicurativa RC professionale degli archivisti a cui affidano dei lavori. Perciò l’ANAI ha preso una serie di contatti con alcune Assicurazioni e ha iniziato delle trattative volte ad arrivare a convenzioni vantaggiose e soddisfacenti. Se il referendum sarà approvato, verrà individuata una persona ‘portavoce’ dell’ANAI che raccoglierà le esigenze di tutti i soci interessati e concorderà con queste Assicurazioni un accordo di polizza possibile. La difficoltà fondamentale affrontata nelle trattative in corso è stata quella di elencare i possibili danni che l’archivista può provocare. E’ seguito un dibattito sulla questione, in cui è anche emerso il discorso dell’assicurazione per i danni che l’archivista può subire sul lavoro. Si è detto che queste assicurazioni esistono già, rientrando nelle normali assicurazioni professionali, e di solito sono a carico dell’Ente possessore dell’archivio, ma che comunque l’ANAI potrebbe anche concordare una proposta di polizza per la protezione degli archivisti. Nel caso poi in cui nascessero conflitti tra l’assicurazione accesa dall’Ente proprietario del bene archivistico e quella accesa dall’archivista, i due periti dovrebbero trovare un accordo. Viene inoltre sollevato il problema che il codice deontologico sottoposto al referendum impone tra le norme l’adozione da parte dell’archivista della polizza assicurativa quando ancora l’ANAI non ha una polizza pronta da proporre e molti archivisti non hanno necessità di accenderla. A tale proposito viene però ribadito dai componenti del Direttivo che l’ANAI ha dovuto inserire tale principio nel codice deontologico in quanto necessario per mettersi in regola con la nuova normativa sulle Associazioni non regolamentate.

 

Al termine del dibattito Damiani ha introdotto l’argomento della certificazione e ha brevemente rammentato che, se il referendum sarà approvato, l’associazione potrà mettere in pratica il processo di certificazione dei professionisti, secondo le modalità anticipate dalla redazione di un modello di valutazione dei titoli scientifici e professionali consultabile sulla rivista Archivi (C. Damiani, La certificazione professionale, Archivi, anno II, n. 1 (gennaio-giugno 2007)) e il Notiziario Il Mondo degli Archivi on line (http://www.ilmondodegliarchivi.org/detail/articleid/420/parentchannel/84/title/Gruppo_di_lavoro_ANAI_sulla_certificazione_degli_archivisti.html).

 

Con l’auspicata approvazione del testo del nuovo Statuto l’ANAI si adopererà per diventare ente abilitato alla certificazione degli archivisti.

A tale riguardo è intervenuto Ferruzzi che ha precisato che tali problematiche sono trattate nel Disegno Legge 614 della Camera che tende a regolamentare tutte le professioni dei Beni Culturali e che parla esplicitamente dei requisiti che le associazioni dovrebbero avere per svolgere l’attività di Certificazione. Per tale motivo nei giorni precedenti sono stati stretti dei contatti con altre Associazioni Professionali dei Beni Culturali per arrivare a proposte condivise.

 

 

Alle 13,50 Orefice ha chiuso i lavori ed ha invitato tutti a partecipare al rinfresco per festeggiare i 60 anni dell’ANAI.


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