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La pubblicazione delle schede del Siusa per gli istituti bancari e assicurativi della Toscana
Il database siusa (Sistema informativo unificato tra le Soprintendenze archivistiche, http://siusa.archivi.beniculturali.it/) si è da poco arricchito della pubblicazione delle schede archivistiche riguardanti gli istituti bancari e assicurativi della Toscana. La loro redazione, curata dallo scrivente sotto la direzione scientifica del funzionario della Soprintendenza archivistica per la Toscana, Renato Delfiol, ha richiesto un’indagine archivistica iniziata nel novembre 2007 e conclusasi dopo un anno. Ricordiamo che il settore del credito, a livello nazionale, è stato oggetto negli ultimi anni di una serie di iniziative, dai censimenti alla produzione di nuovi strumenti di corredo, fino alla pubblicazione, sotto gli auspici dell’associazione di categoria abi, delle linee guida per la conservazione dei documenti bancari (2004). Anche per il settore assicurativo possiamo costatare una maggiore sensibilità archivistica, a cominciare dalla pubblicazione del volume Guida agli archivi e alle fonti storiche delle assicurazioni in Italia, Venezia, Marsilio, 2003, curato dallo scrivente e promosso dall’associazione di categoria ania. Non sono mancate inoltre, a livello regionale, un paio d’iniziative volte a censire le fonti documentarie dei principali protagonisti della finanza toscana, curate da Isabella Napoli sotto la direzione del professor Luciano Segreto dell’Università di Firenze (Banche e assicurazioni nella Toscana del XIX secolo. Guida alle fonti, Firenze, Fondazione Spadolini-Nuova Antologia, Le Monnier, 2004 e, per lo stesso editore, con Emanuele Barletti, La Cassa di risparmio di Firenze nel XIX secolo. Ricognizioni delle fonti archivistiche e bibliografiche, 2007). Si ricorda inoltre l’avvio del progetto di Fondiaria-Sai Assicurare la memoria per la valorizzazione del suo archivio e museo aziendale e, ancora, le recenti inventariazioni dei patrimoni archivistici della Cassa di risparmio di Pisa e della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.
Il criterio di scelta dei soggetti conservatori si è basato, in prevalenza, sulle esigenze di aggiornamento dei fascicoli cartacei prodotti dalla Soprintendenza in occasione degli interventi di vigilanza compiuti, in diversi casi, in tempi piuttosto remoti. I recenti processi di concentrazione finanziaria hanno provocato, infatti, una notevole trasformazione societaria del settore, con effetti difficilmente controllabili sugli archivi.
Per l’incarico di collaborazione si sono individuati 26 istituti, di cui uno soltanto assicurativo, contenenti al loro interno altri 22 fondi archivistici aggregati, per un totale, dunque, di 48 soggetti produttori fra attivi e cessati. Per la quasi totalità di essi si sono rese necessarie, oltre ai contatti telefonici, allo scambio di corrispondenza e ricezione di elenchi di consistenza, alcune visite ispettive, compiute con l’aiuto del funzionario della Soprintendenza Luca Faldi.
Guidano la classifica i fondi archivistici afferenti al segmento bancario del credito cooperativo (15), seguiti dalle casse di risparmio (10), dagli ex monti di pietà o monti pii (6), dagli istituti di credito ordinario (4), dagli enti di assistenza e beneficenza (3), dalla banca individuale (1), dagli ex-enti pubblici (2) ed infine dalla banca popolare (1).
Per le assicurazioni, l’unico soggetto conservatore analizzato, Fondiaria-Sai, contiene al suo interno ben sei archivi aggregati, cinque per i rami aziendali d’esercizio e uno di personalità, afferente al presidente e amministratore delegato Alberto Perrone (per il periodo 1938-1977).
Solo nove dei 26 complessi archivistici oggetto dell’indagine, risultano ad oggi dichiarati di particolare interesse storico. Alcuni dei fondi archivistici derivati da tali enti, si trovano attualmente depositati presso i principali archivi di Stato della Toscana: parte del fondo del Monte di pietà di Firenze (Cassa di risparmio di Firenze) si trova presso l’Archivio di Stato di Firenze; il fondo del Monte pio di Prato (CariPrato), 1563-1933, 170 pezzi è presso l’Archivio di Stato di Prato; presso l’Archivio di Stato di Pistoia si trova il fondo Monte di pietà di Pistoia (Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia), 1526-1937, 840 unità; il fondo Monte di pietà di Lucca, 1489-1574, 13 pezzi e due bolle papali, dopo un lungo deposito presso l’Archivio di Stato di Lucca (1955) è stato recentemente richiamato a sé dalla Banca del Monte di Lucca; infine, presso l’Archivio di Stato di Massa e Carrara si trovano 3 buste, 1846-1848, prodotte dalla Cassa di risparmio di Carrara. Il fondo Monte pio di Volterra (Cassa di risparmio di Volterra), 1494-1760, 52 pezzi, trova invece ricovero presso la Biblioteca comunale “Guarnacci” di Volterra.
Di fronte ad una così considerevole varietà di situazioni e di tipologie archivistiche, con una documentazione che abbraccia un arco temporale così considerevole (dal XV sec. ad oggi), ci è difficile esprimere, in estrema sintesi, un quadro di settore. In linea generale notiamo una buona tenuta, secondo gli obblighi previsti dalla nostra legislazione dei libri degli organi collegiali e delle principali scritture sociali. Meno integra sembra invece essere la preservazione della documentazione contabile, per esempio quella preparatoria dei bilanci, così come quella degli archivi tecnici, in particolare le istruttorie per la concessione dei crediti. I restanti documenti di carattere prevalentemente amministrativo, vengono invece solitamente conservati almeno 12-15 anni, per poi essere mandati al macero secondo precise disposizioni date ai singoli uffici e formalizzate in manuali procedurali (seguendo le citate Linee guida dell’abi). Assai rara risulta, purtroppo, la documentazione di direzione ed i carteggi dei vertici aziendali. Nel caso di molte imprese abbiamo costatato il sempre più frequente ricorso alla gestione esterna (outsourcing) dei depositi archivistici, correnti e di deposito.
Le maggiori lacune documentarie riscontrate sono perlopiù imputabili ad eventi bellici e catastrofici: in particolare, per l’area fiorentina, l’alluvione del 1966. Non mancano però esempi di drastiche e scriteriate selezioni, spesso dovute ad una sedimentazione priva delle operazioni di scarto periodico, ma anche a frequenti spostamenti di depositi e magazzini.
L’elaborazione delle schede, di cui diamo breve notizia nella tabella sinottica che segue, è stata inoltre l’occasione per raccogliere un’interessante bibliografia di reference, istituto per istituto, sulla storia societaria e sugli strumenti archivistici attualmente disponibili.
Gli sviluppi futuri dovrebbero prevedere, sulla base del reperimento delle risorse economiche necessarie, un completamento dell’indagine per tutti i soggetti produttori e conservatori operanti nella regione, privilegiando analisi settoriali e territoriali, a partire dal segmento della cooperazione, che in Toscana conta ben 33 attori, aderenti alla Federazione toscana delle banche di credito cooperativo.
ƒx Roberto Baglioni, membro del Consiglio direttivo dell’anai – Sez. Toscana, è archivista libero professionista e si occupa di archivi privati contemporanei. Collabora, tra gli altri, con la Soprintendenza archivistica per la Toscana.
Tabella sinottica: schede SIUSA per gli archivi degli istituti di credito ed assicurativi operanti in Toscana (situazione all’ottobre 2008)
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