Una proposta di acquisto: l’archivio della famiglia Pierleoni di Città di Castello

Emma Bianchi

in n. 1-2/2009
E’ in corso il procedimento di acquisizione da parte dello Stato dell’importante archivio della famiglia Pierleoni di Città di Castello.
La documentazione, riordinata da Emma Bianchi della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, è corredata da un elenco di consistenza.
L’archivio consta di circa 92 pezzi dal 1659 al 1957. Le carte riguardano in particolare alcune figure di spicco della famiglia, prima fra tutte quella di Florido Pierleoni (1742-1829), vescovo di Acquapendente dal 1802 fino alla sua morte nel 1829.
La documentazione, molta della quale riguarda la vita della Diocesi, ci dà notizie di questo eminente personaggio e della sua attività religiosa tra l’Umbria e il Lazio, in un periodo difficile e controverso per il potere spirituale e temporale della Chiesa, quello dell’occupazione francese. Numerosa è la corrispondenza con vescovi, cardinali e autorità politiche italiane e francesi. A causa della sua intransigente opposizione alle imposizioni degli occupanti, il vescovo Pierleoni subì anche l’esilio in Francia, dal 1810 al 1814, testimoniato da diversi scritti.
All’archivio è accorpato, e strettamente correlato, un interessante fondo bibliografico, consistente in 244 monografie, edite tra il 1609 e il 1959.

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