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Gli Statuti dell’antico Comune di Siena
Patrizia Turrini |
in nn. 1-2/2009 |
 L’Archivio di Stato di Siena e l’Accademia senese degli Intronati hanno organizzato, in occasione dell’XI Settimana della Cultura (18-25 aprile 2009), una mostra documentaria e un pomeriggio di colloqui, con lo scopo di promuovere e divulgare la conoscenza degli statuti dell’antico Comune di Siena e di apportare un valore aggiunto alla realtà territoriale in cui operano. Ricorrono infatti settecento anni da quel maggio 1309, in cui il Consiglio generale del Comune di Siena stabilì di volgarizzare il constituto, traducendolo dal latino. Si tratta del più antico statuto in volgare conservato di una città italiana, altro motivo precipuo del suo interesse.
In occasione del pomeriggio di studi, il 20 aprile, dopo il saluto di Carla Zarrilli, direttrice dell’Archivio di Stato di Siena, Patrizia Turrini ha illustrato la mostra degli statuti comunali senesi (dal 1250 al 1309/10), soffermandosi sulle miniature che decorano i codici (ne sono esposti diciassette). Mario Ascheri ha trattato della cultura degli statuti e della politica statutaria italiana nel Medioevo, in particolare di quella senese. Enzo Mecacci del problema delle fonti, con connessa descrizione dei singoli statuti comunali senesi del periodo preso in esame. Marco Pastorelli ha proposto una riflessione sugli statuti degli enti, nell’età contemporanea, per un utile aggiornamento. Maria Raffaella de Gramatica ha parlato dei restauri di alcuni codici eseguiti con fondi statali o anche grazie a sponsor privati.
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