A Livorno bene o male, ogni cosa sa di sale

Anna Rocchi

in n. 1-2/2009
Si è svolta tra aprile e maggio 2009 a Livorno, la mostra “A Livorno bene o male, ogni cosa sa di sale. Attività e strutture di una città portuale”.
Per illustrare l’assunto del titolo di questa mostra, secondo il quale ogni aspetto della vita cittadina riconduce in vari modi al mare, abbiamo scelto il porto come oggetto d’indagine. Questo, inteso come attività-struttura, è stato messo a fuoco attraverso le molteplici sfaccettature fornite dagli archivi di enti pubblici e privati diversi dall’ente promotore, la cui attività gravita nella sfera portuale tra ‘800 e ‘900. In tal modo abbiamo indirettamente saggiato le potenzialità mediatiche di un sistema archivistico integrato.
Ha aperto la mostra una scelta di documenti del Genio Civile Opere Marittime, promotore nel tempo delle più importanti trasformazioni strutturali in ambito portuale. Sul versante delle ‘attività’, la Camera di Commercio ha offerto evidenza documentaria del suo ruolo di rappresentanza della classe imprenditoriale degli spedizionieri e della sua opera di mediazione con le maestranze e le associazioni di mutuo soccorso dei lavoratori. Dalla Compagnia Portuale di Livorno e dall’Autorità Portuale provenivano testimonianze dell’arduo lavoro di movimentazione delle merci fino all’introduzione dei containers, e dell’impiego sui moli di mezzi meccanici tecnologicamente avanzati. Il Gruppo ormeggiatori e i Fratelli Neri S.p.A. hanno offerto attestazioni dell’evolversi della mobilità in porto. Dalle carte dell’archivio Storico Comunale sono emerse le tracce di una vicenda in cui arte monumentale e scelte urbanistiche concorrono ad evidenziare l’inscindibile rapporto della città con il suo mare. Infine una selezione di ex voto del Santuario di Montenero ha documentato il profondo legame tra la religiosità dei livornesi e il mare.


Fondazione Ansaldo