Lo sviluppo urbanistico di Grosseto in mostra

Fiorenza Gemini

in n. 1-2/2009
Grosseto e la sua crescita urbanistica, architettonica, storica e paesaggistica. Ai tanti volti del capoluogo maremmano è stata dedicata la mostra “Grosseto fuori Porta Nuova. Lo sviluppo della città a nord delle mura dalla metà dell’Ottocento al secondo dopoguerra”, allestita dal 21 marzo al 4 aprile presso il Palazzo del Governo di Grosseto e poi trasferita all’Archivio di Stato, dove è visitabile sino a giugno.
L’esposizione – organizzata congiuntamente dal Comune, dalla Prefettura e dall’Archivio di Stato di Grosseto e dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto - ha proposto oltre cinquanta fra disegni e manifesti e una ventina di foto d’epoca, che illustrano la pianificazione urbanistica cittadina e la crescita degli insediamenti a nord della cinta muraria. Vi è stato inserito anche un reportage fotografico sullo stato attuale dei più notevoli edifici della prima metà del ‘900. La mostra è stata suddivisa in tre sezioni tematiche.
Nella prima sono collocate mappe e documenti dell’Archivio di Stato e di quello comunale, oltre a materiale della Soprintendenza, per evidenziare il ruolo della zona di Porta Nuova, uno degli accessi chiave alla cinta muraria della città, accessi che venivano regolarmente chiusi la sera sino a metà ‘800. In quest’epoca la porta fu ampliata e poi abbattuta per far circolare più facilmente i mezzi di trasporto, dando il via al nuovo sviluppo della città fuori delle mura.
Nella seconda sezione si spiegano le linee di questa espansione, collegata alla posizione della stazione ferroviaria di Grosseto, inaugurata subito dopo l’Unità e grande motore dello sviluppo economico locale. Un’espansione edilizia inizialmente senza regole precise e priva di linee direttive. Un piano regolatore vero e proprio arrivò soltanto negli anni’30 del ‘900 dopo molti dibattiti e diversi danni.
La terza sezione è invece dedicata allo stile architettonico degli edifici, che oscillò tra il neoclassico ed il liberty, sfociando per lo più nell’eclettismo, per finire in una massiccia adesione alle linee moderne e razionaliste tipiche dell’epoca fascista, con alcuni esempi particolarmente notevoli, come il Palazzo delle Poste, opera di Angelo Mazzoni.
Il catalogo della mostra è edito dall’editrice Innocenti e raccoglie diversi saggi dei curatori, archivisti, storici ed architetti. E’ stato inoltre realizzato dall’Archivio di Stato un opuscolo riassuntivo della storia urbanistica della città, distribuito gratuitamente ai visitatori, dal titolo La città fuori Porta Nuova. Lineamenti di storia urbanistica, contenente due saggi di Fiorenza Gemini e Marica Pizzetti.

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