L’Epistolario dei Paternò Castello di Carcaci. La cultura cosmopolita e l’immaginario del ‘900

Maria Sofia Sicurezza

in n. 1-2/2009
Domenica 19 aprile si è aperta, presso i locali dell’Archivio di Stato di Catania, la mostra storico-documentaria e bibliografica L’Epistolario dei Paternò Castello di Carcaci. La cultura cosmopolita e l’immaginario del ‘900, alla presenza dei discendenti dell’illustre Casato. Sono stati illustrati i documenti in esposizione per il periodo tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’70 del Novecento. La fede nel progresso, nella velocità, le rimesse degli emigranti, fanno vivere il sogno di una imprenditoria capace di competere.
Tra le lettere dell’Archivio dei Duchi di Carcaci sono numerosissime le fatture commerciali, che testimoniano l’impegno dei membri. Il più attivo è Guglielmo, fondatore di una cooperativa adranita per il rinnovamento dei sistemi di produzione. Numerose fotografie lo riprendono all’opera. Ancor prima, Guglielmo si era impegnato nell’Esposizione agraria inaugurata a Catania nella primavera del 1907. Altre lettere raccontano le vicissitudini dello scapestrato Adelfo, Marchese D’Antella, spadaccino, scrittore, che vive l’inizio del ‘900, la Grande Guerra, la Depressione economica degli anni ’20, il Sogno africano del fascismo, l’Autarchia, la Seconda Guerra Mondiale e il Dopoguerra. Le lettere dei Duchi ai figli ed ai parenti sono una testimonianza della volontà di tenere unita la famiglia nel segno della tradizione. Fotografie, cartoline, pastelli, appunti scandiscono il tempo della gioia per i matrimoni, l’arrivo dei nuovi nati, le comunioni, etc. Altre lettere e cartoline listate a lutto ricordano i giorni del dolore. La raccolta certosina del materiale epistolare s’intreccia con l’opera di ricostruzione delle 24 linee del libro “I Paternò di Sicilia” del Duca Franz, pubblicato a Catania nel 1936 e dedicato ai figli Ferrante e Gaetano.

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