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Problemi sanitari per gli operatori culturali in archivi e biblioteche

A. Argiroffo*, D. Matè**

in n. 3/2008
La scarsa manutenzione degli ambienti che ospitano archivi e biblioteche, così come il mancato rispetto delle norme di conservazione dei documenti può favorire lo sviluppo di condizioni ambientali tali da incrementare il biodeterioramento. La causa di questo fenomeno è da ricercare nelle infezioni da parte di microrganismi e nelle infestazioni determinate da insetti, roditori e volatili.

Questi biodeteriogeni, oltre ad causare il progressivo degrado di reperti e materiali librari ed archivistici possono anche rendersi responsabili di potenziali situazioni di rischio sanitario per gli operatori e gli utenti di archivi e biblioteche. Ne consegue che la cura di questi ambienti deve essere valutata attentamente e con costanza; è noto, infatti, che nel particolato aerobiologico sono presenti una grande quantità di spore microfungine particolarmente resistenti all’essiccamento le quali possono rappresentare un serio problema igienico in quegli ambienti privi di adeguate condizioni conservative.

Va inoltre sottolineato che un altro problema sanitario può derivare sia dalla presenza di alcune specie di insetti in grado di determinare problematiche cutanee e respiratorie e sia da infestazioni derivanti da roditori e volatili.
 
Il rischio determinato dai microfunghi
 
Data la grande variabilità degli inquinanti e la difficoltà di definire una specifica azione, gli effetti sulla salute umana possono essere molto vari e spesso difficili da diagnosticare in quanto i quadri sintomatologici possono sovrapporsi e comparire a breve, medio e lungo termine.
Va sottolineato, inoltre che alcuni funghi deteriogeni dei materiali archivistici e librari, come ad esempio l’Aspergillus flavus, l’Aspergillus fumigatus, l'Aspergillus niger sono anche produttori di micotossine, metaboliti secondari con attività tossica, che se inalate possono provocare l'insorgenza di reazioni tossiche acute o croniche.
Le tabelle riportate in allegato al Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 - Supplemento Ordinario n. 108 (ex D.L. 626/94) citano, tra i microfunghi, una sola specie ritenuta pericolosa (a rischio 2 su quattro classi documentate nel decreto), l’Aspergillus fumigatus; non vengono però menzionati altri generi con documentata attività allergenica o produttori di tossine. Sarebbe opportuno aggiornare questa lista con le varie specie microfungine di cui sono note queste attività, presenti spesso nel articolato biologico di archivi e biblioteche.
La “Sindrome dell’Edificio Malato” o per i paesi anglosassoni, "Sick Building Syndrome" (SBS), descrive situazioni in cui gli occupanti di un edificio possono lamentare generici disturbi di salute; tali disturbi non sono riconducibili ad una malattia specifica o ad una causa ben precisa e vengono avvertiti solo durante la permanenza all'interno, infatti la maggior parte dei sintomi svanisce o si attenua fortemente allontanandosi dall'edificio.
La “Malattia Correlata all'Edificio” o “Building Related Illness” (BRI), indica una malattia particolare ben identificata, causata dalla presenza di determinati inquinanti in sospensione nell'aria di un ambiente chiuso. Sintomi come tosse, costrizione al petto, febbre, brividi, dolori muscolari vengono lamentati dagli occupanti. I sintomi sono clinicamente definiti e dipendono da cause identificabili.
 
Il rischio determinato dagli insetti
 
Tra i deteriogeni di natura biologica, gli insetti occupano un posto di notevole rilievo.
Gli Psocotteri (pidocchi del libro) possono causare eruzioni cutanee (eritemato-pomfoidi o papulo-eritematose) accompagnate da forte prurito, probabilmente dovute al contatto con la pelle di sostanze rilasciate dallo schiacciamento degli insetti stessi. Il ripetuto contatto con gli Psocotteri può provocare fenomeni di sensibilizzazione e sono state segnalate reazioni allergiche cutanee anche di forte intensità.
Le larve dei Coleotteri Dermestidi arrecano danni al materiale infestato scavandovi tortuose gallerie e rilasciano in ambiente setole, peli ed esuvie dall’effetto urticante che possono rendersi responsabili di fenomeni irritativi alle persone che vengono in contatto con essi e talvolta anche di vere e proprie allergie. Infatti i peli, le setole e le esuvie, che a causa delle loro piccole dimensioni si disperdono facilmente nell'aria, possono causare oltre all’insorgenza di orticaria, dermatiti, congiuntiviti anche irritazioni alle vie respiratorie (riniti, dispnea, asma, ecc.).
I Blattoidei oltre a determinare l’insorgenza di allergie ed asma possono anche veicolare patogeni quali batteri, virus, protozoi, elminti e funghi.
Scleroderma domesticum Latreille e Scleroderma brevicorne Kieffer, tra gli Imenotteri Betilidi sono parassitoidi di larve di Coleotteri Anobidi che si nutrono di documenti e di altri materiali presenti in archivi e biblioteche. Il pungiglione di questi Imenotteri (ovopositore trasformato in aculeo) presente solo nella femmina può causare la formazione di pomfi di vasta superficie e di lunga durata. A seguito di tali punture sono stati segnalati anche casi accompagnati da forti pruriti, gonfiori diffusi o addirittura febbre.
 
Il rischio determinato da roditori e uccelli
 
Lo svolgimento di controlli periodici degli ambienti di conservazione consentirà anche di rilevare l’eventuale presenza di tracce e segni lasciati da roditori o da uccelli, in particolare dai piccioni (che possono ad esempio penetrare attraverso finestre rotte) permettendo in questo modo di attuare provvedimenti efficaci e tempestivi che oltre a limitare i danni a carico del materiale archivistico potranno ridurre il rischio sanitario per gli operatori e gli utenti degli ambienti di conservazione.
Com’è noto sia i roditori che i piccioni sono in grado, infatti, di veicolare un gran numero di malattie (come ad esempio il tifo murino, la leptospirosi, la salmonellosi e l’istoplasmosi) che possono diffondere con la trasmissione diretta attraverso morsi, graffi ecc., con la contaminazione da escrementi e che possono anche derivare dall’attacco all’uomo da parte di ectoparassiti patogeni ospiti di questi animali (come ad esempio la zecca del piccione, Argas reflexus).
 
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
 
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*Biologo collaboratore esterno dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario ICRCPAL Via Milano 76, Roma, 00184 a.argiroffo@tin.it

 
**Laboratorio di Biologia, Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario ICRCPAL - Via Milano 76, Roma, 00184 donatella.mate@beniculturali.it
 
 

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