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Il censimento degli archivi notarili conservati dai Comuni dell’Umbria
![]() La Soprintendenza archivistica per l’Umbria ha realizzato, nel corso degli anni Novanta da poco trascorsi, un censimento degli archivi notarili che ancora si trovano presso gli archivi storici comunali dell’Umbria, compresi quelli dei mandamentali soppressi che, per un motivo o per l’altro, non sono ancora stati versati agli Archivi di Stato come la legge prevede. Lo scopo principale era quello di conoscere la documentazione statale di questo tipo, che ancora si trova fuori degli Archivi di Stato, per poterla meglio tutelare. Non sono stati rilevati i dati relativi agli archivi notarili mandamentali funzionanti e agli archivi notarili distrettuali, perché si tratta di istituzioni statali i cui archivi non sono di diretta competenza della Soprintendenza archivistica.
I risultati del censimento, con alcuni aggiornamenti, sono stati esposti in un volume dal titolo Guida degli archivi notarili comunali e mandamentali soppressi dell’Umbria[1] che è stata presentata a Deruta nell’ambito delle manifestazioni delle Giornate europee della cultura che hanno avuto luogo il 27 e il 28 settembre 2008. Con l’occasione si è voluta ricordare la pubblicazione, avvenuta esattamente cinquanta anni fa, del volume L’Umbria nella storia del notariato italiano. Archivi notarili nelle provincie di Perugia e Terni del notaio Francesco Briganti, nativo di Deruta[2], che ancora oggi, costituisce una preziosa guida per chi si appresta a svolgere ricerche negli archivi notarili e a studiare il notariato in Umbria.
In fondo alla Guida è stato inserito l’indice alfabetico di tutti i notai e un’appendice di tre documenti ritenuti interessanti, tra cui la trascrizione del quarto libro dello statuto del comune di Spello del 1360, in copia del 1540, che dettava le norme sui notai prima che venisse emanata la legge che finalmente rese uniforme, nel 1588, la normativa notarile in tutto lo Stato pontificio.
Dall’indagine è emerso che gli archivi comunali e mandamentali soppressi conservati dai comuni dell’Umbria erano 34 per complessivi 18.210 unità che si riferiscono agli anni che vanno dal 1300 al 1943. Quelli con gli estremi più recenti e, generalmente, con un rilevante numero di unità, sono, naturalmente, i mandamentali soppressi.
Lo scopo del censimento, ribadiamo, è stato principalmente quello di conoscere al meglio gli archivi notarili da tutelare, con l’intenzione, comunque, di favorirne il versamento graduale negli Archivi di Stato, come previsto dalla legge. A questo proposito bisogna dire che la maggior parte dei comuni rinuncia malvolentieri a quella preziosa fonte storica che è costituita dagli archivi notarili, in quanto vedono nella rinuncia ad essi la perdita di una parte della propria memoria. Del resto, gli archivi notarili possono fornire una miniera di informazioni e costituiscono una fonte privilegiata per la ricerca in campo storico-artistico (rogiti per la commissione di opere d’arte), economico (contratti di compravendita, locazione, mezzadria), di storia sociale (testamenti con inventari di beni da lasciare in eredità, promesse di matrimonio, doti) e anche per la storia della mentalità e per gli studi di demografia storica
Il censimento ha favorito il versamento di alcuni archivi notarili agli Archivi di Stato di Perugia e Terni e alle loro sezioni, in quanto ha permesso di conoscere in maniera più precisa la documentazione notarile conservata dai comuni dell’Umbria e di parlare con gli amministratori comunali che, in alcuni casi, si sono convinti a versare la documentazione.
[1] Soprintendenza archivistica per l’Umbria – Comune di Deruta, Guida degli archivi notarili comunali e mandamentali soppressi dell’Umbria, a cura di S. Maroni, Perugia, 2008 (Scaffali senza polvere, 16).
[2] F. Briganti, L’Umbria nella storia del notariato italiano. Archivi notarili nelle provincie di Perugia e Terni, Perugia, Stab. Tip. “Grafica” di Salvi & C., 1958 (V Congresso internazionale notariato latino, Roma 1958).
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