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La didattica all’Archivio di Stato di Biella: tutta un’altra … “storia”!

Graziana Bolengo, Elena Rizzato

in n. 3/2008
Conclusi i festeggiamenti per il primo quarantennio della propria attività (1967-2007) nell'ambito delle Giornate europee del patrimonio (27-28 settembre 2008) con la manifestazione “Quarant'anni d'archivio, quarant'anni di storia”, durante la quale sono stati presentati i progetti “L'Archivio in viaggio” (finalizzato a diffondere sul territorio la conoscenza del patrimonio archivistico e la passione per la ricerca storica) e “La memoria dell'Archivio” (finalizzato a raccogliere con strumenti multimediali la testimonianza di “storia di vita” di studiosi e appassionati che lo hanno frequentato dall'apertura ad oggi), l'Archivio di Stato di Biella  inverte la rotta sulla linea del tempo e guarda al futuro e alla formazione delle nuove generazioni, dedicando ampio spazio all'attività didattica.
Mettendo a frutto l'esperienza maturata ormai da alcuni anni, si è passati dal concetto di semplice “visita guidata” a quello più articolato di “laboratorio”, che prevede certamente un impegno notevole di tempo ed energia da parte degli operatori, ma garantisce alle classi partecipanti ai progetti un coinvolgimento maggiore e consente agli insegnanti che lo desiderino di approfondire aspetti diversi in relazione ai percorsi formativi specifici elaborati in classe dalle singole realtà scolastiche.
 
C'era una volta ... in Archivio garantisce ai più piccoli (scuola dell'infanzia e primi anni della primaria) la possibilità di affacciarsi al mondo del documento in maniera accattivante, attraverso il racconto, animato in classe anche per mezzo di un sussidio edito grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, di una favola che ha per protagonisti un archivista, ubriacatosi per contrastare il freddo nelle gelide stanze di un castello, e di un topino che ha scambiato un’importante pergamena medioevale, atto di fondazione del Piazzo - un quartiere della città di Biella -, per una succulenta pizza. L'incontro in classe, al termine del quale i bambini ricevono una riproduzione del documento che il topino Topivio ha mangiato e che l'archivista si è subito premurato di far riscrivere, è propedeutico ai “Quattro passi in Archivio”, una “caccia al tesoro” presso l'Archivio di Stato, le cui tappe, segnate da un rotolo pergamenaceo, un sigillo in cera con teca, un disegno, conducono i bambini fino al documento ormai noto, scoperto e riconosciuto nel proprio contesto di conservazione. Il sussidio potrà essere utile agli insegnanti, tornati in aula, per l'approfondimento attraverso la sezione a schede “Gioch'impara”, per suggerire la visita del luogo in cui la favola si svolge e/o di altri legati al contenuto del documento.
 
Pensato per la scuola primaria, a partire dalla classe quarta e per la scuola secondaria di primo e secondo grado, Le fonti, i documenti, l'archivio coinvolge scuola e famiglia attraverso un momento propedeutico in cui i ragazzi vengono invitati a raccogliere documenti personali (cartoline, fotografie, biglietti, lettere, oggetti) e un intervento in classe, durante il quale, grazie alla proiezione di diapositive e a schede didattiche mirate, i ragazzi si accostano al concetto di fonte scritta e al percorso che dal documento porta all'archivio, ricevendo l'invito a preparare documenti, camicie e faldoni per inaugurare un archivio di classe e personale, nonché a compilare su di un quaderno e/o su un file su PC la redazione dell'inventario. La successiva attività presso l'Archivio di Stato consentirà di “toccare con mano” altri archivi per un confronto.
 
Il documento dentro e fuori fa di una mappa del territorio settecentesca, conservata nell'archivio della Famiglia Frichignono di Castellengo, delle sue immagini digitali e di schede didattiche da completare insieme, la palestra per allenare gli studenti all'analisi attenta dei caratteri estrinseci ed intrinseci di un documento, rintracciato tra gli altri attraverso la ricerca della segnatura archivistica nell'inventario cartaceo ed elettronico, per arrivare all'osservazione dei catasti del Seicento e del Settecento e di documenti cartografici esposti al museo del Territorio Biellese. Il laboratorio propone inoltre agli insegnanti e ai ragazzi di proseguire l'attività anche in aula, alla scoperta di differenze e analogie tra simboli e strumenti cartografici e catastali del passato/attuali e delle trasformazioni nel tempo del proprio territorio, paese, quartiere.
 
Rappresenta motivo di particolare soddisfazione il fatto che alcuni laboratori si articolino in percorsi modulari e prevedano, quale valore aggiunto, la collaborazione con altre istituzioni che operano in campo culturale sul territorio: UpbEduca – Università Popolare Biellese per l'Educazione Continua, Museo del Territorio Biellese, Cittadell'arte – Fondazione Pistoletto e, per la prima volta a partire dall'anno scolastico 2008/2009, Biblioteca Civica di Biella, frutto di una politica di apertura verso la rete culturale locale mantenuta con costanza e tenacia dall'attuale Direzione, che ha saputo proiettare nello “spazio aperto del territorio” professionalità ed esperienza e a diffondere l'interesse per il patrimonio conservato.
 
Nato due anni scolastici fa, La vita, l'arte, la musica, la storia è un percorso tra suoni, immagini e documenti  destinato alla scuola primaria a partire dalla classe quarta e alla scuola secondaria di primo e secondo grado, e articolato in tre moduli complementari che possono essere vissuti come esperienze di per sé esaustive o, al contrario, nell'arco di una sola giornata, consumando anche il pasto presso un locale coperto e riscaldato. Il modulo Raccontare e scrivere la storia si svolge all'Archivio di Stato e prevede un'attività di ricerca guidata in gruppo per individuare le fonti per la storia dell'organo secentesco della chiesa di San Domenico di Biella, ora scomparsa, conservato a Mongrando, di analizzarle per ricostruire la storia dello strumento e di osservare  l'evoluzione della scrittura musicale nel corso del tempo grazie ad antiche pergamene e spartiti più recenti, per concludere festosamente con l'esecuzione corale di un'arietta musicale, tratta da uno dei documenti  osservati in precedenza. Con La musica dipinta gli storici dell'arte del Museo del Territorio Biellese guidano i ragazzi alla scoperta della rappresentazione artistica di strumenti e partiture musicali conservati nel convento di San Sebastiano, mentre UPBEduca mette a disposizione gli spazi dell'Ecomuseo dell'Arte Organaria a Cascina San Clemente di Occhieppo Inferiore.
Il percorso Dal documento all'organo: un organo settecentesco, di recente restaurato, offre la possibilità di ascoltare e di eseguire brani musicali, mentre un organo smontato permette di scoprire tutti i segreti di questo strumento, mentre, intorno, gli affreschi della Chiesa di san Clemente si svelano in tutta la loro bellezza.
 
Anche Scrivere per comunicare: dalla pietra alla carta prevede più moduli indipendenti e complementari.
Al Museo del Territorio Biellese si snoda Storie di uomini e dei: la scrittura in epoca romana, alla scoperta delle tecniche e dei supporti scrittori e del loro racconto, mentre l'Archivio di Stato propone “Tracciare segni”: la scrittura in epoca medioevale, per scoprire insieme il mondo dello scriptorium e della cancelleria, con l'aiuto di una pergamena che diventa per ogni ragazzo un modello di scrittura e uno stimolo a cimentarsi  nel compito di scrivano e notaio con gli strumenti scrittori del passato. Il percorso ideale continua in Biblioteca Civica, dove la faranno da padroni Gutemberg e la sua rivoluzione culturale mentre, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto è il luogo in cui Carta canta, la storia conta parte dagli stracci, un tempo usati nelle cartiere, per offrire l'opportunità di creare la carta e uno spartito musicale, intreccio di forme/note personali.
 
Non mancano neppure percorsi concordati per tutti i gusti e per tutte le età: Dal documento alla nostra storia, Il documento giuridico, Medioevo fantastico, e Nell'Archivio Ferrero della Marmora, che attiva un'ulteriore collaborazione con  il Centro Studi Generazioni e Luoghi, che ha sede a Palazzo La Marmora e di cui l'Archivio di Stato è socio fondatore.
 
L'offerta didattica completa, disponibile sul sito web istituzionale www.asbi.it, è naturalmente calibrata a seconda della fascia d'età dei partecipanti, dall'infanzia alle superiori e può essere certamente vissuta come esperienza formativa conclusa in sé, al proprio termine, ma, come ci si augura, il più delle volte potrà trasformarsi in una fase di avvio di percorsi tematici differenziati, a seconda del piano didattico di ogni singola classe.
 
Naturalmente la conclusione dell'anno scolastico rappresenterà, come di consueto, un momento di riflessione e l'occasione per ri-pensare ogni laboratorio nell'ottica della nuova esperienza maturata e di una crescita continua, a vantaggio di tutti.
 
Tutto il gruppo di lavoro che si dedica alla didattica si augura dunque, anche per l'anno scolastico appena apertosi, il successo riscosso nella stagione precedente, che ha visto partecipare più di 30 classi delle scuole biellesi, per un totale di circa un migliaio di studenti di tutte le età, accompagnati dai loro insegnanti.
 

Fondazione Ansaldo