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Una lettera degli archivisti impegnati nel Progetto SIADARS al Presidente della Regione Sardegna Renato Soru
![]() Onorevole Presidente,
ci troviamo costretti a rivolgerci a Lei con una lettera pubblica (giacché le numerose richieste di incontro inoltrate secondo la prassi di rito, non hanno avuto alcuna risposta) per manifestarLe l'amarezza e la frustrazione professionale per l'esito del Progetto di Censimento degli Archivi regionali (unico in Italia!) che, dopo tre anni di risultati positivi ottenuti sotto la Direzione Generale della Presidenza, attualmente è bloccato. Ci avevano fatto ben sperare le parole da Lei pronunciate in occasione del convegno organizzato dalla stessa Regione il 6 giugno 2008 «[...] credo che questo progetto s'inserisca bene nell'attività che la Regione in questi anni ha cercato di portare avanti per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale nel suo più ampio punto di vista [...]» (Vedi: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=84873&v=2&c=216&t=1). In quella giornata abbiamo presentato i primi risultati del progetto SIADARS, che ha conseguito (attraverso il censimento di 9000 ml di documentazione) un'accurata descrizione e ricostruzione della storia di alcuni degli uffici regionali e di migliaia di documenti, fondamentali per la storia dell'ente e per le vicende politiche-economiche-sociali dell'intera Isola. Il progetto ha raggiunto un alto livello scientifico, grazie a noi, tutti laureati e specializzati nel settore (con esperienza anche all'estero), reclutati tramite selezione pubblica per titoli e colloquio. Eravamo fortemente convinti che il nostro lavoro fosse pienamente in linea con la volontà "politica", più volte resa manifesta da Lei e dalla Giunta regionale, di recuperare e di salvaguardare l'identità dei sardi e la memoria della Sardegna. L'orgoglio di portare avanti un così importante progetto culturale è cresciuto in seguito alle parole pronunciate in occasione del convegno di giugno dalla Sovrintendente archivistica per la Sardegna e da personalità di calibro internazionale, come Stefano Vitali, Linda Giuva D'Alema e Isabella Zanni Rosiello, che hanno elogiato i risultati, il livello scientifico e le professionalità impegnate. Tuttavia il 30 giugno il progetto si è interrotto (senza essere stato concluso!) per scadenza dei nostri contratti senza possibilità di rinnovo, secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria 2008, le cui buone intenzioni si sono trasformate in questo caso in un'operazione miope, poco lungimirante e soprattutto antieconomica. Infatti sono state sprecate le risorse investite nella crescita professionale e nelle conoscenze maturate dagli operatori, il cui compenso, di gran lunga inferiore a quello delle c.d. consulenze d'oro (18.000 euro lordi annui, pari a circa 1100 euro netti mensili senza ferie, malattia, TFR, buoni pasto, pieni contributi INPS, tredicesima, ecc.) rappresenta una spesa enormemente inferiore rispetto ad un affidamento all'esterno dei lavori. L'interruzione del progetto ha reso vani i risultati finora conseguiti, rallentando l'efficienza amministrativa e ponendo seri problemi di razionalizzazione degli spazi e di risparmio nei costi di gestione dei depositi. Inoltre il bilancio regionale 2008 ha stanziato le risorse per il progetto, che, se non utilizzate, rischiano di andare perdute. Le esprimiamo il nostro disappunto per le promesse non mantenute, citando quanto da lei dichiarato: « daremo tutto il sostegno dai prossimi mesi per arrivare in pochissimi anni agli obiettivi e sistemare tutti gli archivi in un unico luogo, fruibile dagli utenti [...] ». Consapevoli della Sua sensibilità per le problematiche legate alla valorizzazione e alla tutela dell'identità sarda, che passano anche attraverso il recupero, lo studio e la conservazione dei documenti, confidiamo nella Sua capacità di trovare al più presto una soluzione concreta.
Gli archivisti del progetto SIADARS (Sistema Informativo degli Archivi di Deposito dell'Amministrazione della Regione Sardegna) |
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