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Seminario di studi: «L’Archivio storico dell’Assemblea regionale siciliana e gli archivi storici delle istituzioni parlamentari” (Palermo, Chiesa dei SS. Elena e Costantino, 22 febbraio 2008)
![]() A meno di un anno dalla sua inaugurazione, avvenuta il 14 giugno 2007, l’Archivio storico della Regione Sicilia è stato oggetto, il 22 febbraio 2008, di un seminario di studi cui hanno partecipato tutte le istituzioni coinvolte in questo progetto di recupero ma soprattutto di valorizzazione e fruizione. L’aver ridato alle carte dell’Archivio storico dell’Assemblea regionale siciliana la dignità di “bene culturale” ha consentito la ricostruzione non solo della storia amministrativa degli uffici e dell’ organizzazione dell’Assemblea ma, soprattutto, della storia di un istituto parlamentare le cui origini squisitamente “autonomiste” possono e si devono far risalire ancor prima di quel momento cronologicamente certo qual è il 1947. Il seminario di studi è stato aperto con il saluto da parte dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte: Giovanni Tomasello, segretario generale dell’Assemblea regionale siciliana; Antonio Dentoni-Litta, direttore dell’Ufficio studi del Mibac e soprintendente archivistico per la Toscana; Adele Mormino, soprintendente regionale beni culturali e ambientali di Palermo; Giuseppina Giordano, soprintendente archivistico per la Sicilia del Mibac.
Giovanni Tomasello ha posto tra l’altro l’accento sul ruolo svolto dalla Soprintendenza per i beni culturali di Palermo, che ha contribuito a dare corso alla richiesta da parte dell’amministrazione regionale della Chiesa dei SS. Elena e Costantino come sede logisticamente più idonea a contenere l’archivio storico in quanto contigua al Palazzo reale, sede dell’ARS. Un particolare ringraziamento è stato rivolto, oltre che alle alte cariche del Mibac e al soprintendente archivistico per la Sicilia ai responsabili degli archivi storici della Camera e del Senato, la cui esperienza professionale di conoscenza degli archivi parlamentari si è resa necessaria per potere organizzare al meglio l’Archivio dell’Assemblea regionale il cui Regolamento, tra l’altro, è stato mutuato da quello del Senato del 1922. Dentoni-Litta rievocando un convegno organizzato nel 1994 dalla Sezione Sicilia dell’Anai sugli Archivi regionali ha sottolineato l’importanza di tali archivi come preziosa fonte documentaria per la storia locale. Adele Mormino ha ricordato che il Palazzo ex Ministeri, precedente sede dell’Archivio storico e attualmente in fase di restauro, sarà comunque restituito all’Assemblea regionale non solo perché luogo simmetrico a questo, ma anche perché la Chiesa dei Santi Elena e Costantino prima o poi risulterà insufficiente. Giuseppina Giordano ha sottolineato come il progetto di recupero dell’archivio storico dell’ARS, fortemente voluto dalla Soprintendenza stessa, ha trovato una felice convergenza d’intenti nelle altre istituzioni coinvolte: Soprintendenza regionale ed ARS. L’Archivio, da poco inaugurato, trova il suo nucleo storico negli atti dell’ultimo quarantennio, e deve la sua importanza alla potestà legislativa primaria attribuita all’Assemblea. La parola è passata poi a Laura Salamone, responsabile del Servizio Documentazione e Biblioteca dell’ARS, che attraverso una serie di suggestive immagini ha ripercorso i momenti più salienti e significativi della storia dell’Ars dal 1947 al 1967 ed ha illustrati i primi passi del riordinamento delle carte. L’intervento del sovrintendente dell’Archivio storico della Camera, Paolo Massa, ha sottolineato la sensibilità con la quale è stata condotta l’operazione di recupero dell’archivio dell’Assemblea regionale siciliana e la proficua (spesso non facile) collaborazione tra le amministrazione coinvolte, delineando sul piano tecnico-operativo le varie fasi attraverso le quali nasce e si sedimenta un archivio. Il seminario è proseguito con l’intervento di Maria Romano, funzionario della Soprintendenza archivistica per la Sicilia, coordinatrice tra l’altro dei lavori di riordino ed inventariazione dell’archivio storico dell’ARS, che ha esaminato l’aspetto gestionale degli archivi dei Consigli e delle Giunte regionali. Andrea Romano, preside della Facoltà di scienze politiche dell’Università di Messina ha tenuto l’intervento conclusivo, un veloce excursus sulla natura dei “parlamenti” nei diversi momenti storici (età angioina, sveva, aragonese) e nelle diverse varianti semantiche quali assise, curie, arenghi o pacta. Unico trait d’union è rappresentato dal fatto che essi erano espressione dei ceti dominanti e dei privilegi esercitati nei confronti del sovrano specie per quanto riguardava l’assenso alla tassazione e alle guerre; occorrerà attendere la Costituzione del 1812 perché si possa parlare di Parlamento nella moderna accezione di organo legiferante.
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