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Indagini diagnostiche sui documenti fotografici: un modello di scheda informatizzata

Donatella Matè*, Maria Carla Sclocchi**, Raffaella Soluri***

in nn. 2-3/2007
Recentemente è stato elaborato[1] un tracciato di scheda per la raccolta di dati relativi allo stato di conservazione e, in particolare, alle indagini diagnostiche a cui possono essere sottoposti le diverse tipologie di materiali fotografici (Matè & Sclocchi, 2007). Questa scheda cartacea è stato un primo passo verso la composizione di un modello di scheda più articolata, rivolta alle diverse figure professionali che operano nel settore della diagnostica e della conservazione dei beni culturali. Si è progettata infatti l’elaborazione di un applicativo in grado di raccogliere dati identificativi e tecnici del documento sottoposto ad indagini diagnostiche, al fine di costituire una memoria consultabile nel tempo. Al momento, le informazioni tecniche sullo stato di conservazione di tale documentazione, confluiscono in una scheda di restauro annessa alla Scheda F redatta dall’ICCD (1999). L’applicativo informatizzato progettato è in grado di raccogliere dati identificativi e tecnici del singolo documento fotografico facente parte di un archivio o di una collezione, evidenziando inoltre condizioni di conservazione e indagini diagnostiche suggerite per arrivare alla definizione dell’eventuale danno; in tal modo tutti i dati non sono dispersi e possono costituire un archivio completo consultabile nel tempo mediante il personal computer. Questa scheda informatizzata può rappresentare anche un modello utile ai fini della redazione di eventuali schede conservative o ambientali.


[1] I modelli sono stati pubblicati negli atti della giornata di studio tenutasi a Prato il 17 febbraio 2006: “La cultura fotografica in Italia oggi”, a cura di Sauro Lusini, Italia Grafiche, Prato, 2007, pp. 121-123.
L’applicativo elaborato denominato scheda diagnostica per i documenti fotografici è stato progettato in modo da permettere una estrazione veloce dei dati e una gestione ottimale degli stessi, consentendo anche collegamenti con eventuali dati esterni (riferimenti a file locali o remoti non facenti parte del database). 
 
La scheda diagnostica per i documenti fotografici
 
Il Pannello comandi principale che si compone di 6 parti che riassumono tutte le attività del programma (fig. 1).
La prima parte, denominata Immagini materiale allegato è stata ideata per l’inserimento delle immagini di ogni tipo di materiale che si presenti fisicamente distinto dall’unità documentaria e che può essere utile per la ricostruzione storica del pezzo stesso e per fornire informazioni sulle modalità di conservazione.
La seconda parte, Compilazione schede, è composta da due sezioni:
 
1 - dati identificativi - La prima sezione viene utilizzata per gestire le informazioni di base identificative del documento con i dati relativi al contenuto dell'immagine. In modo sintetico sono elencati i dati catalografici (tra cui riferimento scheda F/ICCD se esistente).
 
2 – CARATTERIZZAZIONE DANNI e indagini diagnostiche - La seconda sezione raggruppa le informazioni collegate allo stato di conservazione dei documenti fotografici. La strutturazione articolata di questa parte permette di rilevare tutte le informazioni desunte dalle varie indagini (volte ad individuare o confermare l’origine del danno).
Questa seconda sezione è sottodivisa in altre 5 parti:
-     Metodologie d’indagine - creata per avere la possibilità di immettere le immagini elaborate per mezzo delle tecniche d’indagine utilizzate;
-     Inserimento percorso totale immagini - permette di scrivere manualmente, nei vari campi, il percorso delle foto che si vogliono inserire nelle maschere principali e in Metodologie d’indagine (in caso di assenza di file specifici);
-     Inserimento totale immagini - consente l’immissione e, quindi, la visualizzazione, in un’unica sezione, di tutte le foto che si è deciso di scegliere per il database. È possibile sfruttare questa parte (in questo modo si velocizza il lavoro) se particolari routines[1] (che agevolano il lavoro nella programmazione) sono funzionanti;
-     Grafici - permette l’elaborazione automatica dei dati che il redattore inserisce attraverso un aerogramma e tre istogrammi che vengono visualizzati in apposite maschere relative all’ORIGINE DEL DANNO: Biologica - Chimica - Fisica e alla CARATTERIZZAZIONE DEL DANNO E SUA LOCALIZZAZIONE (Strato immagine - Supporto primario e Supporto secondario/Montatura sia del Recto che del Verso);
-     Statistiche - dove sono riportati solo i campi più rilevanti, come ORIGINE DEL DANNO, TIPOLOGIA DI MATERIALE, TOTALE FOTOGRAFIE ESAMINATE e la frequenza riguardante la CARATTERIZZAZIONE DEL DANNO E SUA LOCALIZZAZIONE. Tutto ciò per ottenere dei dati che con il tempo sono in grado di dare informazioni analitiche sulle tipologie di danno ricorrenti. Anche in questo caso i risultati sono elaborati automaticamente dal programma, se sono stati compilati i campi citati della seconda sezione.
 
Le restanti parti di cui si compone il Pannello comandi principale riguardano: le Stampe, Operazioni sui record, Cambia voci in pannello comandi ed Esci dal database.
Per poter stampare ogni oggetto fotografico è stata prevista la stampa tramite dei report[2] specifici relativi alle due maschere di immissione e quelle relative alle indagini.
Per le Operazioni sui record è prevista la possibilità di aggiungere, modificare, eliminare i record.
Inoltre si possono modificare le voci e sottovoci delle 6 parti del database in questione cliccando sul comando Cambia voci in pannello comandi e per uscire dal programma si scelga la voce Esci
 
Bibliografia essenziale
 
1.      Benassati G., “La fotografia: manuale di catalogazione”, Grafis, Bologna, 1990
2.      Marcone A.M., Paris M., Buzzanca G., Lucarelli G., Gerardi G., Giovagnoli A., Ivone A. & Nugari M.P., “Il progetto ICR di manutenzione e controllo della Galleria Doria Pamphily: schedatura conservativa e monitoraggio ambientale. Bollettino ICR, Nuova Serie, 2, 2001, pp. 44-67
3.      Matè D., Pasquariello G. & Sclocchi M.C., “Materiali fotografici”, in: “La biologia vegetale per i beni culturali - Biodeterioramento e Conservazione”, G. Caneva, M. P. Nugari & O. Salvatori (eds), I, Nardini Editore, Firenze, 2005a, pp. 159 -165
4.      Matè D. & Sclocchi M.C., “Tracciato di scheda per l’analisi dello stato di conservazione del documento fotografico, in: “La cultura fotografica in Italia oggi”, Sauro Lusini (ed), Italia Grafiche, Prato, 2007, pp. 121-123
5.      Pasquariello G., Matè D. & Sclocchi M.C., “Archivi fotografici: progetto per un modello di studio”, in: “GEA - Giornale Europeo di Aerobiologia Medicina Ambientale e Infezioni Aerotrasmesse”, Atti dell’XI Congresso Nazionale, 5-8 aprile 2006, Parma, 2006, pp. 189-191
 
 
 
*Bibliotecario Direttore, Centro di Fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di Stato - d.mate@tele2.it
**Biologo Direttore, Centro di Fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di Stato - scloke@tiscali.it
*** Laureanda in: Scienze Applicate ai Beni Culturali e alla Diagnostica per la loro Conservazione - Collaboratore esterno presso Centro di Fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di Stato - raffa79@fastwebnet.it
 


[1] In informatica, una funzione (detta anche routine [termine inglese]) è una porzione di programma, o sottoprogramma, costituita da un insieme di istruzioni che complessivamente eseguono una determinata operazione o risolvono un determinato problema.
[2] Con il termine report si definisce la stampa o la visualizzazione sullo schermo dei dati; è simile ad una sezione poiché entrambi estraggono specifiche informazioni dal database e le organizzano nel modo desiderato. Essi possono essere stampati, salvati in un una directory, locale, inviati per posta elettronica, ecc.

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