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Dalla resistenza alla repubblica, alla costituente, alla costituzione: “L’onda lunga verso la Costituzione”

Marina Giannetto

in nn. 2-3/2007
Con la mostra dedicata a “L’onda lunga verso la Costituzione” realizzata a bordo del veliero della Marina Militare “Palinuro”, in navigazione lungo le coste dell’Adriatico - con documenti provenienti dall’ingente patrimonio dell’Archivio Centrale dello Stato - si svolge la seconda edizione della iniziativa “Un mare di archivi”,
realizzata grazie all’intesa stretta da Maurizio Fallace, direttore generale per gli Archivi, con il capo di Stato Maggiore della Marina Militare (Giovanni Vitaloni nel 2006 e Paolo la Rosa nel corso di quest’anno).
Nel corso della prima edizione (19 aprile - 7 giugno 2006), la prestigiosa nave scuola a vela “Palinuro”, toccando i porti di Livorno, Civitavecchia, Napoli, Reggio Calabria, Palermo e Bari ospitò a bordo una mostra navigante realizzata con documenti provenienti dagli Archivi di Stato centrata sulla vita, sulla cultura e sull’economia delle coste e del mare.
Fu allora elaborato un modello organizzativo, riproposto anche nella seconda edizione dedicata alle celebrazioni della nostra carta fondamentale, inteso ad unire al valore storico del documento il valore aggiunto costituito dal fascino di immagini e testimonianze di vita del passato altrimenti irrecuperabili. In ciascun porto furono organizzate mostre parallele rispetto alla “mostra navigante”, in locali attigui ai punti di ormeggio, che illustrarono le caratteristiche di ciascuna località e/o area geografica e storico - istituzionale e che costituirono, insieme all’esposizione sulla nave, un unico itinerario di visita inteso a trasmettere ai visitatori la memoria storica del rapporto tra l’uomo ed il mare, rivisitata nell’ambiente nel quale e per il quale nacque.
Entro le coordinate appena delineate e nel quadro delle manifestazioni organizzate dalla Direzione generale per gli Archivi per la celebrazione dei sessant’anni della Costituzione, la mostra “Un mare di Archivi. L’onda lunga verso la Costituzione” illustra la transizione politico-istituzionale che ha condotto il nostro Paese alla elaborazione e al varo della Costituzione. La rassegna di immagini e documenti realizzata dall’Archivio Centrale dello Stato rappresenta un’anticipazione parziale della mostra “Repubblica e Costituzione (1943-1948)” che l’Istituto sta curando per il 60° dell’entrata in vigore della Carta costituzionale e che verrà inaugurata a gennaio 2008.
Dopo l’inaugurazione avvenuta il 12 settembre a Taranto (12-16 settembre), la nave ha sostato nei porti di Trieste (21-25 settembre), Venezia (26-30 settembre), Ancona (1-5 ottobre). Il prossimo 12 ottobre la manifestazione si chiuderà a Napoli, dove, come negli altri scali, sarà possibile la visita dell’Unità navale, e quindi della mostra, da parte del pubblico.
In tutti gli scali, come si è detto, i rispettivi Archivi di Stato hanno organizzato iniziative di studio, sui contesti socio-politici e culturali locali negli anni che prepararono e accompagnarono questa tappa fondamentale nella storia del nostro Paese, e mostre di approfondimento sul tema, centrate sulle rispettive specificità politico-istituzionali e socio-economiche, e dunque documentarie: “Riemerse Taras a cavallo di un delfino: Taranto 1946-1956 gli anni della ricostruzione”, “La realtà marittima e portuale di Trieste”,  “Venezia e il Veneto negli anni 1945-1948”, “Ancona e le Marche al tempo della Costituente”, “Napoli verso la Costituzione.
Si è accennato alle manifestazioni con le quali l’Amministrazione degli Archivi di Stato - avvalendosi anche della cooperazione della Federazione Nazionale Insegnanti, con la quale ha in cantiere un lungo e complesso ciclo seminariale dal titolo “La Costituzione ha 60 anni. Quale manutenzione?”, e in sintonia con le iniziative concordate con il ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali – intende celebrare il sessantesimo anniversario della approvazione della Costituzione.
Si tratta di un programma decisamente articolato che - attingendo al tradizionale bagaglio metodologico proprio di una professione misuratasi in “luoghi-istituto” da sempre attenti a svolgere anche funzione di  organizzazione culturale – punta ad individuare modalità “rinnovate” di comunicazione e linguaggi espressivi appropriati alle oramai diffuse esigenze di “consumo culturale”, tali cioè da favorire la fruizione diffusa di documenti di facile godibilità inserendoli in un contesto documentario che ne racconti i molteplici risvolti delle loro vicende, li attualizzi riimmettendoli nel flusso della società civile e li renda, al contempo, strumenti di conoscenza della storia del nostro Paese e del costruirsi della nostra identità nazionale.
Gli obiettivi immediati, in primo luogo, puntano a delineare un percorso di studio sulla Costituzione che consenta di individuare i legami storici che uniscono la Costituzione – nei suoi principi ispiratori, nelle sue istituzioni particolari – ai grandi movimenti ideali e politici dell’età contemporanea e del presente; in secondo luogo, tendono ad utilizzare le testimonianze documentarie dei protagonisti e dei soggetti istituzionali che contribuirono alla elaborazione della Costituzione per approfondire le fondamenta ideali su cui si è sviluppato il sistema democratico che ha caratterizzato la vita costituzionale italiana dell’ultimo cinquantennio; infine, puntano a parlare ai giovani e ai loro insegnanti della Costituzione per ricordare come la testimonianza materiale dei tanti contributi che valsero a costruire le regole fondamentali del nostro Paese si trovi sedimentata non solo negli archivi storici degli organi costituzionali, ma anche, e forse più diffusamente e capillarmente, negli Archivi di Stato.
Limitando questa rassegna al patrimonio documentario dell’Archivio Centrale dello Stato, esposto in mostra sulla “Palinuro”, basta ricordare gli archivi di numerosi costituenti presenti nel maggiore istituto per la conservazione delle fonti per la storia contemporanea: Gaspare Ambrosini, Giovan Battista Bertone, Ivanoè Bonomi, Ugo La Malfa, Aldo Moro, Pietro Nenni, Francesco Saverio Nitti, Vittorio Emanuele Orlando, Giuseppe Paratore, Ferruccio Parri, Eugenio Reale, Carlo Sforza. A questi fondi occorre aggiungere altrettanto numerose fonti dirette e indirette, comunque utili a costruire eo ricostruire dibattiti, studi, analisi, progetti e proposte maturati in quegli anni: gli archivi della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero della costituente, delle due Commissioni presiedute da Ugo Forti, per la riforma della Pubblica amministrazione e per gli studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato, della Commissione economica, e ancora gli archivi della Consulta Nazionale e del Ministero della Consulta Nazionale. Il tutto acompagnato sullo sfondo da filmati dell’Istituto Luce che raccontano le tappe salienti delle cerimonie ufficiali.   
In chiusura, occorre ribadire come il percorso espositivo diffuso, allestito a bordo e negli scali di Taranto, Trieste, Venezia, Ancona e Napoli, cui si è appena accennato, non solo costituisce un eloquente richiamo alla “memoria sensibile della Costituzione”, ma è servito a rendere tangibile la forza del rapporto ineludibile che deve intercorrere tra politica della conservazione della memoria e rafforzamento della coscienza civile del nostro Paese.

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