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Le risorse finanziarie straordinarie: la necessità di una nuova cultura progettuale per gli archivi

Anna Pia Bidolli

in nn. 2-3/2007
Il ricorso a finanziamenti straordinari per far fronte alla realizzazione di progetti particolari, ma anche per sopperire in parte allo stato di sofferenza determinato dalla progressiva diminuzione di risorse umane ed economiche, è diventato negli ultimi anni un mezzo sempre più diffuso.
            I fondi strutturali europei, i finanziamenti statali del CIPE, quelli dell’8 per mille dell’IRPEF rappresentano, tra gli altri,un veicolo ormai imprescindibile per raggiungere obiettivi scientifici ed organizzativi per ogni settore della Pubblica amministrazione e quindi anche per i Beni culturali.
           
Tali forme di finanziamento presuppongono per lo più progetti che vengono messi a concorso con altri e che quindi devono rispondere a determinati requisiti di forma e di contenuto. La realizzazione dell’iniziativa prescelta è poi sottoposta ad un cronoprogramma, ad una rendicontazione, a monitoraggi, ad un complesso di regole il cui mancato rispetto può essere motivo di compromissione del buon esito dell’operazione.
Conoscere le opportunità che sia a livello europeo che nazionale vengono offerte, saper presentare un progetto suscettibile di essere selezionato, realizzarlo per ottenere effetti positivi, sono condizioni che richiedono preparazioni specifiche, abilità nuove, capacità di relazionarsi con altri soggetti. Bisogna, quindi, acquisire una professionalità nuova ed è per questo che la Direzione generale per gli Archivi insieme a quella per i Beni librari ha ottenuto il finanziamento del progetto “APQNET” grazie a risorse della delibera CIPE n. 20/2004 destinate alla realizzazione di un programma di attività di assistenza tecnica e di azioni di sistema a sostegno delle politiche e degli strumenti di intervento messi in atto dal ministero per i Beni culturali in collaborazione con le Regioni delle aree sottoutilizzate.
            I servizi ed i prodotti attesi dalla realizzazione del progetto prevedono l’istituzione di una rete di collaboratori in grado di supportare le risorse interne delle due Direzioni generali nell’individuazione di iniziative e di nuove linee progettuali per lo sviluppo e la promozione del settore archivi e biblioteche, nell’elaborazione, nella stesura e nell’attuazione di progetti ed iniziative a valere su risorse nazionali (ordinarie e aggiuntive) e comunitarie, implementati sia a livello centrale che a livello territoriale, anche nel quadro degli Accordi di Programma Quadro Stato-Regioni.
            Attraverso una selezione di curricula è stata costituita una short list di esperti da cui sono state tratte due figure, una senior con almeno 5 anni di esperienza e una junior con almeno due, che per 18 mesi con un impegno a part time collaboreranno con la Direzione generale su questi temi.
L’azione dell’ Amministrazione archivistica è volta a sviluppare i rapporti con le regioni attraversao gli APQ dove sono destinate anche somme cospicue ai beni culturali. Finora gli Archivi di Stato hanno svolto un ruolo sostanzialmente marginale rispetto agli altri settori ministeriali. I progetti ammessi a finanziamento sono stati di diverso tipo e consistenza. E’ mancata un’opera di relazioni territoriali tra istituzioni, non supportata da linee di indirizzo programmatico e operativo di carattere generale. Sono in corso i rinnovi di alcuni APQ e si sta lavorando affinché producano effetti positivi.
Andrà poi incrementata la partecipazione ai fondi europei a cominciare dal Programma Quadro Cultura varato dalla Commissione Europea che per il periodo 2007-2013 prevede uno stanziamento complessivo di 400 milioni di euro. Questo è il nuovo strumento di sostegno alle attività di cooperazione culturale e rappresenta lo sviluppo del programma Cultura 2000.
Finalità principale del programma è quello di favorire la valorizzazione di uno spazio culturale condiviso dagli europei accomunati dallo stesso patrimonio culturale dalla cui consapevolezza deve emergere il senso di appartenenza ad una cittadinanza europea.
Gli obiettivi specifici sono: a) promuovere la mobilità transnazionale degli operatori culturali; b) incoraggiare la circolazione transnazionale delle opere e dei prodotti artistici e culturali; c) favorire il dialogo interculturale. (Per saperne di più: www.antennaculturale.it).
Non si stanno trascurando anche le opportunità che vengono da altri Programmi come quelli di carattere scientifico diretti alla prevenzione, conservazione e accrescimento del patrimonio culturale.
Predisporre questi progetti richiede una preparazione anche di mesi. La concorrenza è sempre più forte e qualificata e le risorse, anche se complessivamente rilevanti, vanno distribuite su un accresciuto numero di paesi. E’ quindi preferibile indirizzare l’impegno verso lavori di ampio respiro, di alta qualità, che coinvolgano per un arco cronologico lungo, un certo numero di partners.
Bisogna cominciare ora a pensare ai progetti da proporre per i bandi del prossimo anno.

Fondazione Ansaldo