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Le donazioni agli Archivi di Stato nel corso del 2007
![]() L’archivio degli Appiani d’Aragona, Signori di Piombino
L’Archivio di Stato di Piacenza ha recentemente ricevuto in dono l’archivio della famiglia Appiani d’Aragona (secc. XV-XX, con atti in copia dal 1328), dichiarato di interesse storico particolarmente importante.
L’interessante fondo consente di approfondire le testimonianze sulla famiglia fornite da studi archivistici (Enrico Petrucciani, Le vicende dell’archivio Appiani d’Aragona, in Bollettino Storico Piacentino, 2003) e atti di convegni (“Storie di casa : Archivi storici delle famiglie piacentine” in Bollettino Storico Piacentino, 2003). Gli Appiani, originari di Pisa e signori di Piombino dal 1400, si stabilirono in Piacenza nel secc. XVI. A Jacopo III d’Appiano fu concessa la facoltà di innestare il casato d’Aragona a quello degli Appiani; più tardi la famiglia ottenne dall’imperatore Massimiliano I che la signoria piombinese fosse eretta in feudo imperiale. Secondo le ricerche svolte da Enrico Petrucciani le prime notizie relative ad un archivio della famiglia Appiani vengono fornite da Cristoforo Poggiali (Memorie storiche Piacentine, Piacenza, Giacopazzi, 1757-1766, IX, pp 53-57) e l’attuale archivio Appiani deve farsi risalire all’originario nucleo che alla fine del trecento fu portato da Pisa a Piombino. Il fondo – del quale è in corso l’inventariazione - comprende prevalentemente atti e transazioni di natura patrimoniale; non mancano però atti di natura familiare, atti processuali relativi a cause civili, pubblicazioni in materia agraria, documentazione relativa alla proprietà di Villò, successivamente alienata. L’originario archivio familiare comprendeva probabilmente il Commento di Francesco Buti al Paradiso di Dante Alighieri, del quale resta un frammento, donato alla Biblioteca Comunale di Piacenza dalla famiglia Cigala Fulgosi, imparentata con gli Appiani d’Aragona. La prima sede dell’archivio a Piacenza dovette essere probabilmente il palazzo di famiglia acquistato nel 1538, e successivamente il palazzo di via Scalabrini – in cui è stato custodito fino alla recente donazione - che fu venduto nell’Ottocento ai conti Cigala Fulgosi e da questi trasmesso alla famiglia dei conti Borromeo.
L’Archivio dei Kraus: concertisti, musicologi e collezionisti di strumenti musicali
Il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato di Firenze si è recentemente arricchito di una importante donazione: la documentazione relativa ad Alessandro Kraus (1820-1904) ed al figlio Alessandro (1854-1931), concertisti, musicologi, e collezionisti di strumenti musicali vissuti a Firenze. La collezione di strumenti raccolta dai Kraus era una delle più significative d’Europa e fu in gran parte venduta nei primi del Novecento; un nucleo di circa 60 strumenti venne donato al Conservatorio di Firenze. L’archivio venne invece trasferito a Vancouver negli anni ’60.
La collezione di strumenti e l’archivio hanno formato oggetto di diversi studi e pubblicazioni, ma la collocazione del fondo ne rendeva estremamente difficoltosa la consultazione. Il rientro a Firenze costituisce un evento di grande interesse per studiosi e musicologi di tutto il mondo, che da tempo auspicavano il ritorno della documentazione in Italia. L’archivio rappresenta infatti una singolare e importante fonte storica: comprende la documentazione riguardante la formazione della collezione ed il suo successivo smembramento ed offre una testimonianza dei rapporti con i gli antiquari ed i commercianti italiani e stranieri del tempo.Il passaggio dell’archivio ad una istituzione culturale pubblica permetterà la migliore fruizione culturale del fondo, di grande interesse per Firenze anche in considerazione del suo legame con la città e con la storia del commercio antiquario nella Toscana di fine ottocento.
L’Archivio di Nello Baroni, esponente della scuola di architettura fiorentina
Le eredi Baroni hanno donato qualche mese fa l’archivio dell’architetto Nello Baroni (Firenze, 1906-1958) all’Archivio di Stato di Firenze, che già conserva gli archivi di importanti architetti contemporanei. Docente universitario presso la facoltà di Architettura di Firenze, Nello Baroni fu tra i maggiori esponenti della scuola di architettura fiorentina, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento. L’archivio ne illustra l’intensa attività professionale, intrapresa all’inizio degli anni Trenta e svolta in molteplici ambiti: progettò- anche in collaborazione con altri illustri architetti quali Giovanni Michelucci, Italo Gamberini, Pier Niccolò Berardi - importanti opere pubbliche, anche nell’ambito dell’edilizia sportiva; fu attivo nel campo dell’urbanistica e dell’architettura cinematografica e teatrale, oltreché nella scenografia; nel dopoguerra curò consolidamento e restauro di numerosi monumenti danneggiati dagli eventi bellici. Ricca e interessante anche l’attività progettuale in materia di edilizia residenziale. Il fondo, dichiarato di notevole interesse storico nel 2003, è costituito da documentazione relativa ai progetti, elaborati grafici, una raccolta di fotografie relative ad opere architettoniche e artistiche, documentari filmati nonché un modello in legno del progetto realizzato per l’aereoporto di Firenze .
L’importante donazione ben si colloca nella prospettiva della valorizzazione e fruizione delle fonti documentarie dell’architettura contemporanea da parte dell’amministrazione archivistica: la documentazione è stata già sottoposta ad interventi di riordino ed inventariazione nell’ambito del progetto di censimento e inventariazione degli archivi degli architetti contemporanei; in particolare, l’accurato inventario permette di apprezzare il valore che le carte, i disegni e l’importante fondo fotografico rivestono per l’architettura toscana e italiana del Novecento.
L’archivio di Maria Rita Saulle, docente universitaria e giudice della Corte costituzionale
La prof.ssa Maria Rita Saulle, docente Universitaria di diritto internazionale e giudice della Corte Costituzionale, ha donato all’Archivio Centrale dello Stato la documentazione raccolta e prodotta nelle sue attività istituzionali e di ricerca, svolte nell’ambito del diritto internazionale e dei diritti umani. Un rilevante nucleo si riferisce alle funzioni di Presidente della Commissione per i reclami sui beni immobili dei profughi e dei rifugiati, prevista dall’Annesso VII degli accordi di Dayton nel 1995 per la Bosnia e l’Erzegovina. La Commissione è stata nominata dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ed ha operato dal 1996 al 2004.
L’archivio contiene anche materiale relativo ad altri incarichi istituzionali ricoperti dalla prof.ssa Saulle nell’ambito degli organismi internazionali, materiale di studio, relazioni e interventi svolti in numerosi convegni relativi a diritti umani e minoranze etniche.
Il fondo, che documenta i campi di attività culturale e di ricerca della Saulle, costituisce al contempo una importante fonte storica nella materia del diritto internazionale e dei diritti umani. |
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