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Un album di disegni raccolti da Carlo D’Arco, a cura di P. Carpeggiani, Mantova 2007. Catalogo della mostra allestita presso l’Archivio di Stato di Mantova
L’Archivio di Stato di Mantova insieme agli Amici di Palazzo Te e dei Musei mantovani ha pubblicato nella collana della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica diretta da Daniela Ferrari (Strumenti e fonti, 10) il volume: Un album di disegni raccolti da Carlo D’Arco a cura di P. Carpeggiani, catalogo della mostra allestita nella sacrestia della SS. Trinità in occasione della IX Settimana per la Cultura (12-20 maggio 2007).
L’album riunisce oltre 90 fogli di autori italiani del Sette e Ottocento, raccolti dallo storico mantovano Carlo D'Arco (1799-1872), che costituiscono la più pregevole collezione d’arte dell'Archivio di Stato. Tra le firme più importanti: Giuseppe Bazzani, principale esponente della pittura mantovana rococò; Giuseppe Bottani, prima attivo a Roma e poi direttore dell’Accademia a Mantova; Giuseppe Bernardino Bison, che segna il passaggio dalla sensibilità settecentesca, neoclassica, a quella romantica; Giuseppe Bossi, pittore neoclassico milanese, autore di un’opera sul Cenacolo di Leonardo, e già proprietario del Cristo Morto di Mantegna; Luigi Sabatelli, professore di pittura a Brera; Paolo Pozzo, veronese, il più rinomato architetto attivo a Mantova tra la fine del Sette e l’inizio dell’Ottocento; Vincenzo Camuccini, pittore neoclassico; Carlo Arienti, pittore di corte dei Savoia. Spiccano inoltre due inserti eccellenti, di Vincenzo Scamozzi e di un esponente della famiglia Bibiena.
Qualche anno fa, in occasione di una richiesta di prestito del disegno di Vincenzo Scamozzi per una mostra sull’architetto presso il Centro internazionali di studi Andrea Palladio di Vicenza, si presentò il problema di poter esaminare i documenti singolarmente, e soprattutto sul verso, poiché in alcuni casi si intravedeva la presenza di scritte o di altri disegni (proprio la planimetria di Scamozzi, per esempio, rivelò la presenza della data, di cui poterono tener conto gli autori in sede di catalogo); si avvertiva inoltre l’esigenza di far uscire dall’Istituto un solo foglio anziché l’album tutto intero. Furono questi i problemi e le considerazioni che portarono allora alla scelta, ponderata e maturata insieme al restauratore (Laboratorio del libro di Luciano Sassi, di Isola Dovarese, in provincia di Cremona), di staccare i fogli, ora conservati singolarmente. Allo smembramento dell’unità archivistica, cui non si dovrebbe mai arrivare, è stato ovviato con la riproduzione dei disegni nella loro disposizione originaria sia in formato digitale su CD che in facsimile cartaceo dell’album; entrambe le forme di riproduzione possono essere ora consultate dagli utenti in sostituzione dei preziosi originali.
L'album è stato restaurato grazie al contributo dell'Associazione degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, che ha contribuito anche alla pubblicazione del catalogo e alla sorveglianza con personale volontario durante l’apertura della mostra. |
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