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La memoria visiva e sonora di chi pensa e crea: l’importanza della sua conservazione

Letizia Cortini

in n. 1/2007

La Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico sta organizzando, in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali, con il Comune di Roma, l’Associazione nazionale archivistica italiana e l’Associazione Multimediarchitecture, un convegno nazionale, che si svolgerà il 4 e il 5 dicembre a Roma, dedicato alla conoscenza, all' accesso, alla fruizione dei patrimoni audiovisivi da parte di quel mondo della cultura fino a oggi poco o affatto interrogato in merito alle problematiche e all’esperienza di visione, consultazione, utilizzo dei documenti audiovisivi d’archivio.

Ci riferiamo a personalità di elevata statura intellettuale ed etica, quali filosofi, poeti, teologi, scienziati, architetti, storici, scrittori, psicologi, artisti di chiara fama, studiosi di letteratura. Citiamo solo alcuni dei nomi che si vorranno coinvolgere nel progetto: Achille Bonito Oliva, Gabriella Caramore,  Vincenzo Cerami, Sandro Chia, Antonella Cilento, Enzo Cucchi, Erri De Luca, Tullio De Mauro, Roberto Escobar, Elena Fasano Guarini, Giosetta Fioroni, Dario Fo, Paolo Frascani, Massimiliano Fuksas, Giuseppe Galasso, Umberto Galimberti, Emilio Gatti, Paolo Jedlowski, Raffaele La Capria, Livia Livi, Melania Mazzucco, Alda Merini, Rita Levi Montalcini, Melania Mazzucco, Giovanni Muto, Piergiorgio Odifreddi, Mimmo Paladino, Marco Paolini, Giorgio Parisi, Bianca Pitzorno, Alessandro Portelli, Paolo Portoghesi, Franca Rame, Tullio Regge, Patrizio Roversi, Franca Valeri, Gianni Vattimo, Silvia Vegetti Finzi, Edoardo Vesentini, Angela Vettese, Rosario Villari, …
L’iniziativa ha avuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Come è noto, gli archivi di immagini in movimento e fisse sono proliferati in Italia e nel mondo, soprattutto dopo le rivoluzioni tecnologiche di fine Ottocento e del Novecento, fino a quella più sorprendente, ovvero la rivoluzione digitale, nella quale siamo tuttora immersi. Si sono e si stanno così formando depositi audiovisivi, sonori e fotografici enormi, conservati soprattutto al fine di garantire la tutela della memoria visiva e sonora dei secoli XIX e XX. Le strutture che custodiscono tali “nuovi” beni culturali, con tutte le problematiche e le criticità che la conservazione e il trattamento di tali documenti comportano, operano al fine di diffondere tale memoria, di renderla disponibile e accessibile non solo alla classica utenza degli addetti ai lavori, che usano e riusano tali materiali documentari per nuove produzioni o per scopi culturali, didattici e di ricerca. Si tratta infatti di patrimoni di tutti, la cui memoria è ormai entrata nell’inconscio collettivo, ma la cui fruizione e diffusione non sono altrettanto scontate. Come emerso nell’inchiesta/seminario organizzato dalla Fondazione Aamod nel novembre 2006, dedicato all’accesso ai patrimoni audio-visivi d’archivio, gli studiosi di tali nuove fonti, gli storici contemporaneisti, in particolare, ma anche del cinema e della comunicazione, hanno sottolineato, per esempio, la mancanza di una maggiore cultura e, quindi, di un’educazione all’immagine, che possa, in modo trasversale, riguardare le scuole di ogni ordine e grado. Educazione all’immagine che implica la formazione delle capacità critiche, di lettura e decodificazione delle immagini, dei linguaggi audiovisivi di qualunque genere e tipologia, e lo sviluppo di abilità creative nell’uso e nel riuso, oltre che nell’invenzione, di nuovi documenti/opere.
Per arrivare a tale grado di consapevolezza dell’importanza di una più diffusa educazione all’immagine, stimolata anche da una maggiore frequentazione dei patrimoni audio-visivi d’archivio, è necessario il coinvolgimento di voci autorevoli della cultura italiana e non solo. Pensiamo dunque all’importanza di una riflessione critica, ma anche creativa, sui giacimenti di immagini accumulatisi nell’ultimo secolo della storia della cultura e della società, da parte di chi, per la sensibilità, la profondità di riflessione e pensiero, la capacità di gettare uno sguardo a 360° sul presente e sulle sue problematiche, possa indurre a un più vasto, articolato e nuovo confronto sull’uso che la società fa o farà di tali patrimoni.
Da qui l’idea di interrogare  e raccogliere le testimonianze di scrittori, poeti, artisti, filosofi, scienziati, sull’importanza che rivestono per loro le memorie visive, su quanto esse abbiano influito o influiscano sul loro lavoro, le loro scelte etiche ed esistenziali, oltre che culturali, e su come pensano possano essere conservate e fruite, anche e soprattutto per scopi educativi e creativi, sin dall’età scolare.
Il convegno, dunque, è preceduto da un’inchiesta, secondo la tipica metodologia di ricerca della Fondazione Aamod, la quale, attraverso la messa a punto di interviste mirate, scritte e videoregistrate, tenterà di sollecitare e raccogliere i contributi di idee di personalità di spicco del mondo culturale italiano.
Durante il convegno, le riflessioni raccolte saranno oggetto di dibattito, al quale verranno invitati a partecipare anche gli addetti e gli esperti del settore, ovvero, registi, autori cinematografici e televisivi, storici contemporaneisti, esperti di new media e di comunicazioni, ed inoltre docenti universitari e professori delle scuole medie inferiori e superiori, oltre agli studenti. La finalità è quella, infatti, di far dialogare e conoscere punti di vista diversi e nuovi in merito alle problematiche citate, con l’auspicio che la sensibilità di artisti, scienziati, filosofi e scrittori, etc., sollecitati a intervenire su questioni per loro in parte inedite, possa veramente stimolare approcci, scelte, linee d’azione, impegni diversi, anch’essi inediti, per lo sviluppo di una maggiore e più diffusa consapevolezza dell’importanza della conservazione dei patrimoni audiovisivi e della loro valorizzazione.
Accanto a ciò sarà interessante far circolare i risultati di tale iniziativa (ovvero gli atti dell’inchiesta e del convegno e una videoantologia con il montaggio delle interviste filmate) nelle scuole di ogni ordine e grado, proprio con l’ambizione di stimolare quell’educazione all’immagine ancora così carente nella scuola italiana. L’evento ha ottenuto, oltre l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio e la collaborazione del Comune di Roma, che ha già messo a disposizione la Sala della Protomoteca in Campidoglio per il convegno, e la collaborazione del Ministero per i beni e le attività culturali; si vorrà inoltre coinvolgere il Ministero dell’istruzione e il Ministero dell’università e della ricerca.
Per l’organizzazione dell’inchiesta e del convegno è stata costituita una redazione, con funzioni anche di segreteria scientifica, che, in accordo con il Comitato scientifico, metterà a punto i testi delle interviste. Le interviste (scritte e filmate) verranno affidate a esperti di comunicazione e ricercatori di formazione storica, letteraria, archivistica. Come si può immaginare, tale importante e articolato progetto avrà bisogno di sostegni, sia di carattere finanziario che in termini di risorse umane e intellettuali. Facciamo quindi appello a coloro che sono sensibili e interessati a tali tematiche, per aiutarci, per quanto possibile, ad organizzare nel migliore dei modi tale complessa iniziativa. Chi volesse avere maggiori chiarimenti e informazioni e proporsi per un apporto concreto (in termini di sposorizzazioni, oppure di suggerimenti culturali, organizzativi …) può contattare la sottoscritta, presso la Fondazione Aamod (aamod@tin.it). Grazie!

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