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Le carte del “Normanno”: l’archivio di Paolo Ricci
![]() Un vivace dibattito, sostenuto dalle voci di autorevoli esponenti della cultura contemporanea e della politica attiva - da Achille Bonito Oliva a Cesare De Seta, da Giuseppe Galasso ad Antonio Ghirelli, da Maurizio Valenzi ad Antonio Bassolino - ha riproposto, nel corso del 2006, l’opportunità di studiare la complessa figura e la poliedrica attività di Paolo Ricci, a partire dalla conoscenza delle sue carte.
L’Archivio di Stato di Napoli conserva questo archivio privato, assai consistente, ricco di circa seimila documenti, fra lettere, saggi, articoli, disegni, fotografie - che costituiscono una fonte ineguagliabile di conoscenza dei movimenti e dei fenomeni che animarono la vita culturale del secolo scorso. L’amplissimo spettro di contenuti culturali presenti in questo complesso documentario, in corso di riordinamento e di inventariazione, è dovuto all’impegno poliedrico e alla passione civile di Paolo Ricci. L’Archivio di Stato di Napoli conserva questo archivio privato, assai consistente, ricco di circa seimila documenti, fra lettere, saggi, articoli, disegni, fotografie - che costituiscono una fonte ineguagliabile di conoscenza dei movimenti e dei fenomeni che animarono la vita culturale del secolo scorso. L’amplissimo spettro di contenuti culturali presenti in questo complesso documentario, in corso di riordinamento e di inventariazione, è dovuto all’impegno poliedrico e alla passione civile di Paolo Ricci
Più noto come pittore, egli, in realtà, fu anche giornalista, scrittore, scenografo, fotografo e critico d’arte, anzi “delle arti”: arti “belle” ed applicate, architettura, teatro, cinema, letteratura. Scrisse, sulle più importanti testate giornalistiche, anche di cronaca, di costume e di sport. Memorabili sono i suoi reportages dalla Russia, che risalgono a i primi anni Cinquanta; sua è la prima coraggiosa inchiesta giornalistica sulla camorra a Napoli, pubblicata su «Vie Nuove» nel 1959.
Ma Ricci non era napoletano. Nato a Barletta nel 1908, giunse dieci anni dopo a Napoli, dove visse a lungo, nello splendido eremo di “Villa Lucia” a Parco Grifeo, divenuta, nel tempo, cenacolo culturale, grazie al generoso anfitrione e ai suoi importanti e famosi amici. Nel corso della sua vita, costellata di esperienze artistiche di respiro europeo, Ricci aveva costruito rapporti di amicizia e di scambio culturale con artisti ed intellettuali, più o meno famosi: Pablo Neruda, Carlo Bernari, Guglielmo Pierce, Alfonso Gatto, Renato Guttuso, Luigi Cosenza, i Viviani, i De Filippo sono solo alcuni dei suoi corrispondenti, con i quali, nelle lettere che si scambiarono, commentò e discusse gli avvenimenti culturali dell’epoca, le proprie esperienze artistiche, le notizie di cronaca italiana ed internazionale. La vis polemica del Normanno - soprannome che gli fu assegnato per il suo aspetto fisico, possente e vigoroso, ma anche per il piglio combattivo che esprimeva con la parola e con la penna - gli servì in gioventù, nei tempi oscuri della dittatura, per contestare il potere costituito; a partire dagli anni ‘50 e fino alla morte, nel 1986, la sua forza critica lo impose negli ambienti culturali, come punto di riferimento di giovani artisti e letterati. Se Paolo Ricci si interessava a un nuovo talento, il suo successo era assicurato: egli l’avrebbe promosso e difeso, dispensando buone critiche e buoni consigli, fino ad imporlo all’attenzione del pubblico. Così fu, per esempio, per il pittore Francesco Cangiullo ed anche per Eduardo e Peppino De Filippo, che usavano sottoporre i loro testi a Ricci per ottenerne l’approvazione; è nota la lettura di “Napoli milionaria”, tenuta da Eduardo ad alcuni amici nelle stanze di “Villa Lucia” a pochi giorni dalla prima nazionale, che probabilmente determinò un capovolgimento dell’originario finale.
La rete di fitte relazioni intrattenute da Ricci appare evidente dalla consistenza dell’Epistolario, la prima delle serie archivistiche nelle quali si articola l’archivio, insieme alla Parte generale, già consultabile, che contiene testi manoscritti, dattiloscritti e a stampa e alla Rassegna stampa, costituita dagli articoli pubblicati da Ricci, anche con l’acronimo Pari, e da altri autori.
Dal prossimo autunno tutto l’archivio di Paolo Ricci sarà in consultazione. Allo stesso tempo è in corso di organizzazione una serie di manifestazioni - pubblicazione dell’inventario mostra, convegno, pagina web dedicata - per valorizzare questo importante fondo privato contemporaneo, che merita, senz’alcun dubbio, di essere conosciuto e studiato. |
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