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Lavori, inaugurazioni, trasferimenti: tante novità nel settore dell’edilizia archivistica

Anna Pia Bidolli*

in nn. 2-3/2006
Nel corso del 2006 alcuni Istituti hanno cambiato o stanno per cambiare la loro sede. Il 2 giugno scorso si è inaugurato a Treviso il complesso monumentale di Santa Margherita, ristrutturato dal Magistrato alle Acque e assegnato all’Amministrazione archivistica. La data è stata scelta perché commemorativa del primo centenario della nascita dell’architetto Carlo Scarpa il cui importante archivio acquistato dalla Direzione generale per l’Arte e l’Architettura contemporanea, è stato depositato presso l’Istituto trevigiano. L’iniziativa promossa in collaborazione con la Regione Veneto rappresenta un esempio di sinergie di istituzioni diverse interessate alla promozione e tutela del patrimonio culturale nazionale.
Il 27 ottobre è stato inaugurato il complesso dell’ex centro annonario di Bari, ceduto dal Comune in comodato d’uso al Ministero per ospitarvi la Biblioteca Nazionale e l’Archivio di Stato. Dopo anni di lavori di ristrutturazione si realizza un progetto di recupero qualificante per una zona della città. La vasta struttura, articolata in più edifici prevede, oltre a spazi destinati ai servizi dei due Istituti, anche ambienti comuni come il grande ingresso dell’edificio in uso all’Archivio dove si allestiranno eventi espositivi organizzati anche da altri soggetti pubblici e privati. L’intenzione, infatti, è quella che la cittadella annonaria diventi un polo attrattivo per iniziative culturali del territorio.
Al momento dell’inaugurazione l’Archivio di Stato avrà trasferito solo una parte dei suoi servizi e del suo materiale documentario. La piena funzionalità sarà possibile tra la fine del 2006 e l’inizio dell’anno prossimo.
 
Il patrimonio edilizio annonario dimesso ha trovato anche a Lucca il modo di essere ristrutturato e reso funzionale per l’Archivio di Stato. Gli ex macelli di Lucca, di proprietà demaniale, vedono l’imminente conclusione di un primo lotto di lavori che consentiranno entro l’anno, di lasciare l’immobile attualmente locato in via San Donato. Sono state avviate anche le procedure per un ulteriore lotto di interventi che dovranno garantire gli spazi per i futuri versamenti. La nuova sede dell’Archivio ha tutti i presupposti per costituire un centro per le iniziative culturali del territorio cittadino.
 
Anche il grande edificio monumentale dell’ex convento dei Gesuiti, sede dell’Archivio di Mantova sta per celebrare la fine di una serie di lavori che hanno interessato in gran parte le zone dei depositi. Con la manifestazione che si prevede per fine novembre, si vuole sottolineare la restituzione alla collettività della restaurata sacrestia. Le esigenze di adeguamento dell’Istituto mantovano non sono terminate, ma quanto già realizzato fa sì che la sede dell’Archivio possa affrontare con maggiore sicurezza gli impegni della conservazione e continuare a svolgere con ancor maggiore slancio l’intensa attività di valorizzazione del suo importante patrimonio documentario come dimostra la partecipazione alle iniziative dedicate in questo periodo ad Andrea Mantegna.
 
Entro l’anno, dopo un lungo intervento di restauro, l’Archivio di Stato di Ravenna si trasferirà nel complesso di San Vitale in via dell’Esarcato. L’operazione di recupero, effettuata in collaborazione con la locale Soprintendenza ai beni architettonici, si è rivelata alquanto problematica non essendo stato facile conciliare le esigenze funzionali dell’Archivio con le prescrizioni normative in materia di sicurezza. La nuova sede che andrà a regime dall’inizio del prossimo anno, costituisce una cornice prestigiosa per l’Istituto ravennate.
 

Va, infine segnalato che a partire dal 1° novembre inizieranno le operazioni di trasferimento dell’Archivio di Stato di Viterbo che da un immobile in locazione andrà in un altro moderno e adeguato sotto il profilo della sicurezza.

 

* Dirigente Servizio IV (Edilizia) - DGA


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