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Le Scuole degli Archivi di Stato - L'archivio di stato di Torino

Tradizione e aggiornamento. a cura di Marco Carassi *

in nn. 2-3/2006

“Si stabiliva nel 1826 in questi Regi Archivi una Scuola di Paleografia e con patenti 3 marzo si dava il titolo e grado di intendere all’avvocato Pietro Datta incaricandolo di fare la scuola suddetta[….]”. Con questa nota lapidaria Giuseppe Fea, un archivista autore nel 1850 di un “Cenno Storico sui Regi Archivi di Corte”, ricordava l’istituzione di quella che continua oggi ad esistere e ad essere attiva con il nome di Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Torino.

A 180 anni di distanza la Scuola torinese continua a proporsi, con un impegnativo corso biennale che prevede lezioni distribuite in nove ore alla settimana da novembre a giugno, per la formazione di 50 tra futuri archivisti, dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni incaricati di mansioni che richiedono competenze di tipo archivistico e semplici appassionati di cultura.
Nel corso degli ultimi anni, sforzo primario della Scuola è stato, da un lato quello di confrontarsi con le rinnovate esigenze formative che sono richieste ad un archivista che si affaccia oggi ad una professione che esige un sempre più rapido aggiornamento nelle conoscenze, nelle tecnologie, negli strumenti e nei metodi di lavoro, integrando l’insegnamento delle pur fondamentali discipline tradizionali con quello di nuovi corsi; dall’altro quello di impartire ai discenti lezioni non solamente di tipo teorico, cercando viceversa di metterli subito in contatto con la realtà concreta della professione archivistica. Alle discipline canoniche (Paleografia, Paleografia Speciale, Diplomatica, Archivistica, Storia delle Istituzioni e degli archivi nello Stato Sabaudo), previste dai regolamenti pre-unitari e soprattutto da quelli del 1902 e del 1911, si sono così progressivamente affiancate discipline nuove: Archivistica informatica, Diplomatica del documento contemporaneo, Tecniche e Metodi di Restauro, Nozioni di Diritto, Sigillografia. Soprattutto, negli ultimi dieci anni sono stati proposti agli studenti seminari che permettono una concreta ed immediata applicazione delle nozioni teoriche apprese, mediante la schedatura ed il riordino, sotto la guida di funzionari dell’Archivio di Stato di Torino e della Sovrintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, di archivi comunali (significative le esperienze degli archivi storici dei Comuni di None e di Virle Piemonte) o di fondi conservati dall’Istituto torinese ed ancora in attesa di inventariazione, come i versamenti 1935 e 1936 del Genio Civile, l’archivio del critico musicale Massimo Mila o i disegni dell’architetto Momo.
Negli ultimi anni è stato svolto un corso sulla formazione e organizzazione degli archivi contemporanei che affronta, dal punto di vista giuridico e tecnico, i problemi che si pongono ai responsabili e agli addetti del Servizio archivistico che ogni Pubblica Amministrazione deve istituire ex art. 61 DPR 445/2000. Particolare attenzione è stata dedicata al protocollo elettronico e ai metodi per la creazione di un piano di conservazione e scarto e per la redazione di un manuale di gestione. Sono stati affrontati anche i complessi problemi della convivenza, all’interno di un archivio concettualmente e giuridicamente unitario, di documenti tradizionali prevalentemente cartacei e di documenti elettronici e digitali.
Alcune lezioni sono state dedicate all’utilizzo di software per archivi storici e ai problemi concettuali e pratici della descrizione archivistica conforme agli standard del Consiglio Internazionale degli Archivi.
Altre lezioni sono dedicate alla disciplina del diritto di accesso, in relazione con l’esigenza di far armonicamente coesistere la trasparenza amministrativa e il rispetto dei segreti di varia natura (in primis la riservatezza dei dati personali) e le conseguenze che ciò comporta sull’organizzazione archivistica.
Obiettivi futuri della Scuola dovranno essere quello di proseguire nello sforzo di integrazione fra tradizione ed innovazione e diversificare la propria offerta da quella delle altre Istituzioni, prima fra tutte l’Università, che negli ultimi anni hanno avuto la tendenza a proporre corsi e programmi di insegnamento paralleli a quelli dell’Archivio di Stato di Torino. Si tratterà di cercare un coordinamento con tali corsi universitari, ponendosi con essi in un atteggiamento il più possibile collaborativi, ad esempio offrendo ai diplomati della cosiddetta “laurea breve” un’occasione di specializzazione.
 
* direttore dell’Archivio di Stato di Torino

Fondazione Ansaldo