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Le Scuole degli Archivi di Stato - L'archivio di stato di Mantova

a cura di Daniela Ferrari *

in nn. 2-3/2006

Nell’ambito dell’offerta formativa rivolta alla professione dell’archivista, svolgono un ruolo primario le Scuole di Archivistica, Paleografia e Diplomatica annesse ai principali Archivi di Stato italiani. Nate per la formazione del personale interno, si sono progressivamente aperte a nuove utenze; rispetto al ruolo originario, e a fronte di nuove esigenze, è dunque opportuno interrogarsi circa la loro missione oggi.

Alla fine degli anni Novanta fu costituita in seno all’Ufficio Centrale Beni Archivistici, una Commissione, alla quale partecipai, incaricata di elaborare una riforma che tenesse conto delle diverse prospettive inerenti alla professione archivistica, ridefinendo i programmi di insegnamento di ciascuna materia, introducendone di nuove e, soprattutto, diversificando i percorsi formativi e i diversi livelli di formazione. Purtroppo i lavori della Commissione non hanno avuto seguito e nel frattempo, per quanto è a mia conoscenza, poco è cambiato all’interno di ciascuna Scuola. Numerose sono le richieste di iscrizione per approfondire le materie qualificanti e fondamentali; molti iscritti intendono infatti acquisire capacità di lettura e di interpretazione degli antichi documenti, ma significative sono le richieste di iscrizione finalizzate alla conoscenza di logiche gestionali, soprattutto in relazione alla documentazione contemporanea e alla applicazione dell’informatica agli archivi.
In questa direzione la Scuola di Mantova, a fronte di diverse sollecitazioni e domande, sta cercando da anni di ampliare la propria offerta formativa. La formazione è diretta non solo e non tanto al personale interno (ormai pressoché inesistente!), ma al personale addetto alla gestione e al riordinamento di archivi di Enti locali e di soggetti privati. Nell’ambito dell’attività curriculare vengono costantemente programmate visite ed esercitazioni pratiche agli archivi storici e correnti del Comune di Mantova, della Provincia di Mantova, dell’Archivio Storico Diocesano. Pensando inoltre alla gestione degli archivi contemporanei, dal 2002 è stato introdotto un ciclo annuale di lezioni di informatica applicata agli archivi (Basi di dati e sistemi informativi).
Da un’analisi delle relazioni annuali e degli atti relativi alla Scuola degli ultimi dieci anni, risulta che gli iscritti quasi per la metà sono laureati. Come si evince dalla scheda statistica appositamente elaborata (allegato A), le domande di ammissione oscillano da 18 a 34; gli ammessi al I corso, dopo il superamento della prova scritta di latino, sono stati in media da 17 a 25; l’ammissione al II corso registra generalmente un calo fisiologico (alcuni abbandonano, altri superano il numero di assenze consentito), pertanto i diplomati degli ultimi dieci anni hanno avuto una oscillazione variabile da un minimo di 6 a un massimo di 12. Il numero contenuto degli iscritti ha consentito per contro di poter seguire gli allievi con attenzione, attivando esercitazioni pratiche e laboratori a piccoli gruppi per la lettura, la trascrizione, l’interpretazione dei documenti; il riordinamento di serie documentarie esigue; la redazione di mezzi di corredo semplici (elenchi, indici, regesti, ecc).
Data l’esiguità del personale in servizio, la Scuola di Mantova è perennemente costretta a ricorrere a docenti provenienti da altri Istituti (un solo caso esterno all’Amministrazione).
Esistono rapporti con l’Università, benché sporadici, alcune lezioni in particolare sono state da me tenute congiuntamente agli iscritti della Scuola e ai frequentatori del corso di Archivistica e cartografia storica, di cui sono titolare presso il Politecnico di Milano, sede di Mantova.
L’attività della Scuola trova poi un suo momento peculiare di valorizzazione scientifica con la collana “Fonti e strumenti”, che riprende specifici temi di approfondimento e di stretta valenza professionale; iniziata nel 1995, la collana è giunta al 9° volume (allegato B), e a ciascuno di essi viene data visibilità con l’organizzazione di conferenze e incontri.
Non esiste al momento un questionario per i discenti sulla valutazione dei corsi. 
Al termine di ogni biennio gli elenchi dei diplomati disponibili a effettuare riordinamenti d’archivio sono inviati alle Soprintendenze Archivistiche per  Lombardia e per il Veneto, dato che il bacino di utenza della Scuola comprende le province limitrofe di Verona, Brescia, Cremona, ecc.
Molti diplomati della Scuola di Mantova nel corso degli anni sono stati incaricati di riordinamenti di archivi storici comunali della Provincia, o di enti privati (Camera di Commercio, Azienda Servizi Municipalizzati), altri sono risultati vincitori di concorso in consorzi archivistici, altri ancora si sono associati in cooperative e società attualmente attive e operanti sia in provincia di Mantova che nelle province limitrofe (Cooperativa Charta, Società Scrinia).
Per quanto riguarda infine la rispondenza della Scuola con il mondo del lavoro, si registra una richiesta crescente di maggiore riconoscimento della validità del diploma ai fini di assunzioni tramite concorsi o tramite assegnazione di incarichi afferenti alla professionalità. Vale la pena di ribadire che, nonostante i numerosi problemi che affliggono la nostra Amministrazione, le Scuola di Archivistica annesse ai principali Archivi di Stato ancora si distinguono per la serietà e la validità della formazione che sono in grado di offrire.
 
* direttore dell’Archivio di Stato di Mantova

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