|
Le Scuole degli Archivi di Stato - L'Archivio di Stato di Genova
![]() Gli utenti della Scuola di Archivistica di Genova sono soprattutto studenti universitari o neolaureati (corso di laurea in beni culturali, ma anche altri corsi di facoltà umanistiche). Ultimamente si iscrivono archivisti degli enti locali o di altri enti, fra i quali anche coloro che si occupano solo degli archivi correnti e di deposito (comunque si tratta di una, due, al massimo tre persone per corso).
Nell’ultimo bienno erano presenti anche due volontarie del servizio civile, impegnate in un progetto dell’Archivio storico comunale, che hanno ottenuto ottimi risultati negli esami finali. La Liguria è una regione di soli 1571000 abitanti, quindi il numero degli iscritti non è alto, in media una ventina per ogni biennio. Alcuni vengono dalle regioni confinanti. La difficoltà maggiore per la Scuola dell’Archivio di Stato di Genova è la grave carenza organica di personale scientifico, per cui l’impegno didattico ricade sulle poche persone in servizio, compreso il Direttore, già oberate da tutti gli altri compiti istituzionali. Questo determina il ricorso a personale esterno, sia per le esercitazioni, quasi tutte tenute da liberi professionisti, diplomati nelle nostre scuole e con un curriculum adeguato al tipo di esercitazione, sia per le lezioni. Per queste ultime si ricorre a docenti universitari o a colleghi di altre scuole, in particolare per le parti più innovative e specialistiche, come archivistica e informatica, il documento digitale, i sistemi informativi, ecc. Le risorse economiche, però, soprattutto a partire dal 2006, sono state tagliate a tal punto da rendere difficile continuare a percorrere questa strada. I liberi professionisti ritengono prestigioso collaborare con la nostra Scuola, quindi si accontentano di un importo forfettario molto basso, praticamente un mero rimborso spese. E’ un sistema, tuttavia, non equo, che si regge sulla reciproca fiducia e sulla disponibilità di persone che hanno ormai acquisito una profonda esperienza nel nostro settore. I diplomati della nostra Scuola, non essendo numerosi, riescono quasi tutti a lavorare come liberi professionisti per i progetti archivistici degli Archivi di Stato del territorio e della Soprintendenza Archivistica, o comunque presso altri soggetti che conservano archivi. Il programma è molto impegnativo sia per i docenti sia per i discenti e, a volte, non adeguato alle loro esigenze. L’evoluzione della nostra professione ha, inoltre, portato a un ampliamento del corso di Archivistica e all’approfondimento di tematiche legate all’introduzione delle nuove tecnologie e alla formazione di archivi digitali. D’altronde, se pure non possiamo né dobbiamo trascurare la formazione tradizionale, gli archivisti che non si occupano di archivi storici, oppure quelli che non avranno mai occasione di occuparsi di documentazione medievale, sempre più fanno presente il divario esistente fra i programmi, l’impegno richiesto per tutte le discipline tradizionali, da un lato, e la realtà lavorativa, dall’altro. Queste ultime però sono problematiche complesse, che dovranno essere approfondite. Qui si è voluto soltanto accennare ad esse, in quanto collegate a osservazioni e riflessioni provenienti dagli stessi utenti.
* direttore dell'Archivio di Stato di Genova |
|||