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Le Scuole degli Archivi di Stato - L'Archivio di Stato di Cagliari
![]() La Scuola cagliaritana vanta una lunga tradizione. Fu infatti creata nella seconda metà dell’Ottocento (1877) e proseguì la sua attività, sia pure con qualche interruzione, sino al 1925 quando venne istituita, all’interno della facoltà di Lettere dell’Università di Cagliari, la cattedra di Paleografia, affidata prima a Silvio Lippi e successivamente a Francesco Loddo Canepa, entrambi direttori dell’Archivio di Stato; essi utilizzarono la struttura archivistica per le esercitazioni collegate all’insegnamento accademico rendendo quasi superfluo il funzionamento della Scuola. Solo nel 1956, quando Loddo Canepa lasciò l’incarico universitario, la Scuola fu riaperta e da allora prosegue ininterrottamente la sua attività. Molte cose sono cambiate nel frattempo, se si pensa che negli anni ’60-70 la Scuola diplomava in media 5 iscritti per ogni biennio e che, solo a partire dall’anno 1978-79, si è registrata una prima impennata nelle iscrizioni che, con qualche eccezione nel biennio1980-82, ha comportato un incremento costante dei diplomati (una media di 14 per ogni biennio); un secondo boom si è verificato a partire dal biennio1995-97 con ben 27 diplomati, è continuato nel 1997-99 con 29, rimanendo poi sugli stessi standard sino ad arrivare ai 36 diplomati dell’ultimo biennio 2003-2005.
L’incremento costante di iscritti verificatosi negli ultimi vent’anni è verosimilmente da ricollegare, oltre che ad una consolidata fama di serietà di cui gode la Scuola, anche alla ricerca di una specializzazione tecnico-scientifica in grado di offrire nuovi sbocchi occupazionali.
Anche la tipologia dell’utenza è cambiata: se, infatti, negli anni ’60-70 era costituita per lo più da docenti di storia di area universitaria o provenienti dai Licei, interessati ad impadronirsi, per esempio, della Paleografia in quanto strumento indispensabile per la comprensione dei documenti più antichi, essa è oggi costituita prevalentemente da giovani in possesso di un titolo di Scuola media superiore e soprattutto da neolaureati in Lettere moderne, classiche, in Beni Culturali o anche in Scienze Politiche, alla ricerca di una prima occupazione.
Negli ultimi anni l’avvento della rivoluzione digitale con gli importanti cambiamenti intervenuti nel settore tecnico- informatico e quindi anche in quello archivistico, hanno portato alcune novità nelle discipline insegnate con programmi articolati e più aderenti alla nuova realtà. In particolare nell’anno accademico 2001-2002 è stato introdotto l’insegnamento di Diplomatica del documento contemporaneo che prevede, tra l’altro, la trattazione del documento elettronico, del protocollo elettronico, la gestione dei flussi documentari attraverso esemplificazioni sui software attualmente in uso. La disciplina è articolata in un primo corso che prevede l’insegnamento di Diplomatica del documento contemporaneo e Archivistica informatica e in un secondo di Descrizione Archivistica. Naturalmente continuano ad essere insegnate le materie cosiddette tradizionali come Archivistica, Archivistica speciale, Paleografia e Diplomatica.
Nell’ambito del programma di Archivistica è stato riservato, a partire dall’ultimo biennio 2003-2005, un ciclo di lezioni dedicate alla Conservazione in cui vengono affrontate le tematiche del restauro dei documenti con esemplificazioni pratiche tratte dalle carte sottoposte a cure di conservazione nel laboratorio dell’Archivio.
La capacità della Scuola di aggiornarsi e di stare al passo con le nuove tecnologie, ha dato buoni risultati anche nell’impatto con il mondo del lavoro. I giovani diplomati sono quasi tutti fortemente motivati ad investire le conoscenze acquisite durante il corso in un lavoro che metta a frutto la loro professionalità, pur consapevoli che le possibilità di impiego sono limitate a prestazioni occasionali o a progetto e quindi ad una condizione, almeno per ora, di "permanente" precariato.
A partire dalla seconda metà degli anni ’90 l’Archivio di Stato ha inaugurato una stagione di progetti, finalizzati soprattutto alla creazione di archivi digitali e banche dati, la cui realizzazione è stata affidata – sia pure sotto la supervisione di archivisti di provata esperienza- ad alcuni giovani diplomati. Così nel 1995 è stato avviato con tre diplomate il progetto Anagrafe destinato a informatizzare per la prima volta tutta la documentazione conservata negli Archivi di Stato italiani. E’ stata poi la volta del progetto Imago II (1998-2000) con il quale è stato creato l’archivio digitale del materiale cartografico conservato nell’Archivio di Stato di Cagliari, nel quale sono state impiegate due diplomate della Scuola; l’esperienza si è ripetuta utilizzando un’altra giovane archivista nel progetto europeo Internum (2003-2004) finalizzato alla condivisione virtuale del patrimonio culturale attraverso la creazione di una banca dati digitale tematica relativa all’area del Mediterraneo occidentale. Subito dopo (2004-5) altri giovani diplomati sono stati impiegati nella realizzazione del SIAS (Progetto nazionale relativo al Sistema informativo degli Archivi di Stato) relativo alla descrizione informatizzata dei fondi dell’Archivio di Stato di Cagliari. Nello stesso periodo altri giovani hanno lavorato per sei mesi al censimento del fondo Intendenza di Finanza.
Attualmente sono in corso presso l’Archivio di Stato alcuni importanti progetti che si avvalgono della collaborazione dei diplomati della Scuola: la digitalizzazione della cartografia storica della Sardegna conservata negli Archivi di Stato di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e il suo inserimento nel Sistema Informativo Territoriale Regionale; il progetto per la realizzazione dell’Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo promosso dal MiBAC, Direzione Generale degli Archivi e dall’Archivio di Stato di Catania; il riordinamento del fondo Alto Commissariato della Sardegna. Altri giovani lavorano presso la Sovrintendenza Archivistica per la Sardegna per il SIUSA (Sistema informativo delle Sovrintendenze archivistiche).
Ai giovani che collaborano ai progetti dell’Archivio di Stato, si devono aggiungere quelli che, il più delle volte su segnalazione dello stesso Archivio, lavorano al riordinamento degli archivi dei Comuni, della Regione, o presso società o imprese private che operano nel settore delle banche-dati. Anche in questo caso spesso si tratta di lavori temporanei e con la formula del part-time.
La formazione dei giovani archivisti avviene anche attraverso la formula del tirocinio o del volontariato presso l’Archivio di Stato; anche se esistono differenze tra le due fattispecie, si tratta in entrambi i casi di collaborazioni a titolo gratuito, di durata variabile (tre, sei mesi o anche un anno); il tirocinio universitario, sia quello obbligatorio che quello post-universitario, può essere attivato sia nello stesso periodo di frequenza della Scuola, sia in una fase successiva al conseguimento del diploma, mentre la formula del volontariato richiede il possesso di determinati requisiti, primo fra tutti il diploma di Archivistica. L’Archivio di Stato di Cagliari ha attivato negli ultimi anni un numero consistente di tirocini universitari in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari e ha stipulato una convenzione con l’Università degli Studi di Sassari per i tirocini obbligatori.
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