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Riproduzione digitale di documenti del Comune di Penne
![]() L’11 febbraio 2006 si è svolta presso la sala consiliare del Comune di Penne la presentazione della riproduzione digitale di alcuni pezzi pregiati del patrimonio documentale dell’archivio storico municipale: i documenti pergamenacei, il codice cartaceo “Salconio”, le lettere e gli ordini di Margherita d’Austria duchessa di Penne, un frammento di catasto cinquecentesco, un catasto preonciario e il registro dell’erario, unico superstite di questa tipologia documentale nell’archivio municipale. Hanno collaborato alla realizzazione dell'evento culturale il Comune di Penne, la società cooperativa "Archivi e Cultura", la Soprintendenza archivistica per l’Abruzzo, il Presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo e la Provincia di Pescara, con la generosa partecipazione della Brioni Roman Style e della Fondazione Pescarabruzzo Caripe e il sostegno dell’Associazione nazionale archivistica italiana, sezione Abruzzo.
Ha introdotto Lorenzo Pezzica, docente di Informatica applicata agli archivi storici presso l’Università di Roma “La Sapienza”, vicepresidente dell’Associazione nazionale archivistica italiana del Lazio. Giovanni Mereu, amministratore unico della società cooperativa “Archivi e Cultura”, che gestisce dal 1993 l’archivio storico comunale, ha brevemente illustrato l’attività svolta dalla cooperativa, in particolare presso gli enti interessati al recupero, all’inventariazione, alla valorizzazione e divulgazione del proprio patrimonio archivistico.
Paolo Fornarola, sindaco di Penne e assessore alla Cultura della Provincia di Pescara, nel sottolineare come i beni culturali costituiscano un volano importante per lo sviluppo non solo civile e sociale, ma anche economico di ogni territorio, ha ricordato che ad essi l’amministrazione comunale di Penne ha dedicato risorse e impegno costanti. Con il recupero e la giusta valorizzazione del proprio patrimonio archivistico ha dimostrato in particolare la consapevolezza che la conoscenza del proprio passato è la base più solida sulla quale costruire la comprensione della propria identità e l’individuazione delle proprie vocazioni di sviluppo.
Lucio Marcotullio, amministratore delegato della Brioni Roman Style di Penne, presidente della Fondazione Formoda e consigliere del Comune di Penne con delega alla cultura, ha messo in evidenza come la tecnologia digitale-multimediale renda viva, fruibile e di immediata percezione la vasta documentazione municipale, consultabile grazie a un inventario analitico informatizzato; si affiancano iniziative di ricerca e pubblicazioni e ulteriori riproduzioni su supporto digitale, in collaborazione con il docente di paleografia latina e di diplomatica del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università “G. D’Annunzio” e con la Deputazione di storia patria regionale.
Giuseppe Di Benedetto, soprintendente archivistico per l’Abruzzo, con l'intervento sul tema ”Selezionare e scegliere per conservare la nostra memoria”, ha ribadito che solo attraverso la selezione, resa necessaria a dalla sempre crescente produzione documentaria, conseguenza del molteplice articolarsi delle attività umane, si possono salvaguardare le testimonianze più qualificanti del nostro tempo, per costruire il futuro con i “tasselli” del passato. Il problema è quindi quello di vagliare la mole immensa delle informazioni per archiviare quele significative, utilizzando la moderna tecnologia conservativa.
Gianfranco Miscia, presidente dell’Associazione nazionale archivistica italiana per la Regione Abruzzo, nel suo intervento ”Digitalizzare il patrimonio storico, perché? Per chi?” ha rilevato come il comune di Penne sia l’unico ente territoriale in Abruzzo ad aver messo a disposizione degli utenti i risultati del lavoro di inventariazione del proprio archivio, sia con un’articolata pagina corredata da immagini nel proprio sito web (www.comune.penne.pe.it), sia con l’apertura quotidiana per la consultazione degli atti; è inoltre uno tra i pochi in Italia meridionale ad aver progettato e realizzato un importante lavoro di riproduzione digitale di alcuni pezzi medioevali e moderni, per favorire una più ampia e capillare diffusione delle fonti a scopi di ricerca, di studio e di didattica e per garantire, nel contempo, la salvaguardia degli originali.
Norma D’Ercole, responsabile dell’archivio storico del Comune di Penne, ha illustrato, attraverso la presentazione della pagina web, la struttura storica ed archivistica del fondo documentario e lo stato di avanzamento dei lavori ed ha chiarito le modalità e gli obiettivi che hanno caratterizzato ”L’esperienza di digitalizzazione di alcuni manoscritti dell’Archivio storico del Comune di Penne”, che ha portato alla realizzazione di un cofanetto contenente cinque dvd con la loro riproduzione integrale.
I cofanetti sono stati distribuiti a conclusione della manifestazione, insieme con alcume copie dei volumi di Francesco Mottola, Archivio storico del Comune di Penne. Periodo preunitario (secc. XII-XIX). Inventario, L’Aquila 2002 (”Deputazione Abruzzese di Storia Patria Documenti per la Storia d’Abruzzo”, n. 16) e del testo dell’intervento presentato dallo stesso autore al convegno di Fiorano Modenese nel settembre 2004 (La digitalizzazione dell’archivio storico del Comune di Penne: un’esperienza di sinergie, in Le pergamene nell’era digitale. Atti del convegno, Fiorano Modenese 2005, pp. 151-162).
L’evento si è concluso con una tavola rotonda riguardante i “Beni culturali pubblici, finanziamento privato e divulgazione”, durante la quale i partecipanti hanno concordato con quanto il predetto Mottola ha sottolineato al convegno di Fiorano: “...Se, per quanto riguarda l’esperienza pennese, si è potuti passare da un’era glaciale caratterizzata da incuria, degrado, dispersione, distruzioni e furti, ad un’era digitale di recupero e di valorizzazione, ciò è stato possibile senz’altro con l’adozione delle moderne tecnologie che hanno modificato gli stessi metodi di ricerca storica ma, soprattutto, grazie alla sinergia locale di amministrazioni pubbliche, imprenditoria illuminata e forze lavoro (docenti dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara e cooperativa Archivi e Cultura)”. |
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