Gli archivi sportivi in Europa

Angela Teja

in nn. 2-3/2006
Si è da poco concluso presso l’Università  di Vienna (17-20 settembre 2006) l’XI congresso dell’European Committe for Sport History (CESH), il Comitato che dal 1995 raggruppa i principali storici dello sport delle maggiori Università europee.
I 150 partecipanti hanno presentato relazioni sul tema “Sport and the Construction of Identities”, con l’intento di descrivere il fenomeno sportivo dal punto di vista storico-sociale quale elemento identitario (di nazione, genere, religione etc.). Molteplici le sezioni create, tutte sempre molto affollate sia per la presenza di specialisti da tutto il mondo che per la partecipazione degli studenti del Zentrum für Sportwissenschaft und Universitätssport di Vienna.
All’interno del Congresso si è svolta l’Assemblea Generale annuale dei soci del CESH, che ha visto l’approvazione del nuovo statuto, che dà al Comitato una struttura in grado di assicurarne il ruolo di primo piano nella ricerca della storia dello sport in Europa, con sede e compiti specifici. L’Assemblea ha applaudito la presentazione di una petizione europea per la salvaguardia degli archivi sportivi in Europa, a firma del Presidente del CESH, Angela Teja (Università di Roma “Tor Vergata” e di Cassino) e di Kenth Sjoblom (Archivio Nazionale Finalandese), vicepresidente dell’ICA-sport. Il testo è stato presentato nella primavera del 2006 alla Commissione Cultura della UE e attende una risposta. Della petizione è stato interessato anche Pedro Velasquez, responsabile dello sport in seno alla Commissione stessa.
Nella medesima Assemblea viennese si è anche approvata la costituzione di un gruppo di lavoro sul tema degli archivi sportivi. Un’esigenza scaturita un anno fa, a Siviglia, durante il X congresso del CESH – incentrato su “Sport and violence” -, quando un’intera sessione era stata destinata al delicato tema degli archivi sportivi, spesso trascurati, ignorati, se non distrutti, secondo un’esperienza comune a diversi paesi europei. Gli atti della sessione sono pubblicati, oltre che nel sul sito del CESH www.cesh.info e dell’Università Olavide, anche negli atti Sport and Violence, a cura di José Aquesolo dell’Università Pablo de Olavide.
La speranza è che l’apporto dia nuova linfa al progetto, uno tra i più importanti che si siano promossi in Europa in campo sportivo nell’ultimo decennio.
 
Petizione per la salvaguardia degli archivi dello sport
 
La Sports Archives Section (SPO) nell’ambito dell’International Council of Archives (ICA) e l’ European Committee for Sport History (CESH) stanno cooperando per la salvaguardia degli archivi dello sport in Europa, e tra le iniziative per promuovere tale attività  desiderano indirizzare questa petizione agli organismi di governo europei, che possono influire sulle  politiche di gestione degli archivi.
E’ della massima importanza riconoscere il valore degli archivi dello sport quale elemento centrale del patrimonio culturale delle nazioni, insieme ad altri documenti storici. Troppo spesso il valore delle ‘fonti dello sport’ è trascurato, cerchiamo di far qualcosa prima che sia troppo tardi.
In molti Paesi d’Europa la responsabilità di curare gli archivi è stata lasciata nelle mani delle stesse organizzazioni sportive, ma questa attività non fa sicuramente parte delle loro priorità. Di conseguenza non viene posta abbastanza attenzione alla cura di tale documentazione, a meno che questa non riguardi i risultati delle competizioni, a dimostrazione  del successo dei loro programmi di allenamento.
Noi, ICA/SPO e CESH riteniamo che se gli organismi competenti non si interessano e non assumono responsabilità circa gli archivi dello sport,  presto non rimarrà abbastanza materiale documentario per una ricerca accademica seria sulla storia dello sport e gli ambiti disciplinari affini. Dal momento che lo sport riveste un ruolo rilevante come fenomeno di massa, è un importante fattore di sanità pubblica, contribuisce alla costruzione dell’identità nazionale, ci sarà sempre un grande interesse allo studio allo sport come aspetto fondamentale per la comprensione della società contemporanea.
Perciò vogliamo segnalare la necessità immediata di intraprendere azioni di salvaguardia di ciò che è ancora rimasto dei documenti d’archivio nelle organizzazioni sportive, e accertarsi che essi siano conservati in istituzioni deputate alla loro conservazione. Innanzitutto è necessario procedere a un censimento nazionale per individuare dove sono tenuti in questo momento i documenti dello sport, vedere quanti archivi esistono ancora e il tipo di documenti che si sono conservati. Dopo ciò sarà necessario un finanziamento adeguato per le strutture di conservazione e per il personale competente  per il riordino, la conservazione e la valorizzazione degli archivi.
Nel caso dell’Italia,  gli organismi chiamati a svolgere tale attività dovrebbero essere il Ministero per i Beni Culturali e il CONI, entrambi deputati a prendere iniziative e responsabilità riguardo la documentazione del passato sportivo dell’Italia, oltre alla sezione italiana del CESH (SISS). Solo pochi paesi, come ad  esempio la Finlandia,  hanno raggiunto un buon livello di salvaguardia;  questo caso può servire da riferimento su come il governo e le organizzazioni sportive possono interagire per raggiungere una soluzione reciprocamente soddisfacente.
Auspicando un miglior futuro per la ricerca storica sullo sport, chiediamo di prendere appropriate iniziative, senza tralasciare la possibilità di sponsorizzazione di privati, per la salvaguardia della documentazione dello sport nel vostro paese!
Certi di incontrare il vostro favore,
 
EUROPEAN COMMITTEE FOR                     ICA/SPO - SECTION ON SPORT ARCHIVES,
SPORT HISTORY (CESH)                             INTERNATIONAL COUNCIL ON ARCHIVES
Angela Teja, President of CESH                             Kenth Sjöblom, Vice President

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