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Nuove architetture per gli archivi del progetto

Antonio Piva

in n. 1/2006
Il convegno «Nuove architetture per gli archivi del progetto» ha offerto un momento di riflessione e di confronto conclusivi al biennio di studi e approfondimenti legato al programma di ricerca nazionale «Gli archivi del progetto di urbanistica, architettura e design: spazi, organizzazione e gestione», promosso e svolto per il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca negli anni 2002-2004.
La pubblicazione dei contributi presentati e di una parte significativa dei progetti esposti nella mostra organizzata congiuntamente al convegno rappresenta l’occasione per la diffusione dei risultati scientifici raggiunti, i cui esiti dichiarano uno specifico legame tra ricerca e sperimentazione, finalizzato alla formazione in Italia di nuovi centri di documentazione a tutela del lavoro intellettuale nell’ambito dell’architettura e del progetto.
La verifica delle principali procedure di gestione e del ruolo del nuovo servizio culturale non solo ha permesso di puntualizzare le peculiarità organizzative degli spazi e le caratteristiche ambientali che gli archivi devono assumere, ma ha contribuito a focalizzare i dati emersi dall’analisi degli esempi europei e americani maggiormente significativi dal punto di vista dell’architettura e dell’offerta dei servizi, finalizzandoli al controllo tipologico delle nuove strutture.
Dal duplice percorso di progetto scientifico-culturale e di progetto architettonico, che la ricerca ha sostenuto già nella sua fase di impostazione, non solo emerge un contributo concreto e originale nei confronti di alcune importanti realtà regionali, significative dal punto di vista della rappresentatività nazionale, ma anche la consapevolezza che gli «archivi del progetto», per essere tali e utili, debbano interpretare la necessità contemporanea di una nuova coscienza documentale nei confronti dell’urbanistica, dell’architettura, del design del XX secolo, ormai indispensabile alle azioni di tutela, recupero e restauro nei confronti dei loro esiti maggiori.
Gli studi e le proposte per i casi di Milano, Roma, Palermo, Firenze, Torino appaiono paradigmatiche delle diverse declinazioni della cultura del progetto moderno in Italia. I temi affrontati e i progetti sviluppati considerano in modo innovativo le condizioni locali tracciando prospettive di sviluppo che attingono direttamente dalla concretezza di urgenze comuni e tangibili: dall’individuazione del senso della memoria, come presupposto della conservazione documentale e dell’esposizione, ai problemi che derivano dall’eccessivo accumulo di materiali e alla necessità di un’inevitabile giudizio di valore degli stessi; dagli archivi come luogo-museo della comunicazione agli archivi come centro di documentazione per la ricerca e per lo studio delle fonti del progetto moderno.
Le sperimentazioni per la creazione di nuovi «archivi del progetto» si richiamano essenzialmente alle tipologie di intervento dell’archivio-centro di documentazione e dell’archivio-museo.
All’idea del centro di documentazione fanno riferimento le proposte per i casi di Milano e di Palermo. Le sperimentazioni per Milano pongono in evidenza la necessità di creare istituzioni-archivio capaci di catalizzare il proliferare delle iniziative di settore nell’area lombarda, promuovendo il progetto di recupero come mezzo dimostrativo nei confronti della tutela del «moderno» nelle espressioni dell’architettura e della città. Le proposte per il caso di Palermo sono indirizzate alla verifica del progetto di un nuovo organismo architettonico capace di assolvere il duplice ruolo di centro di coordinamento degli studi sull’architettura del XX secolo in Sicilia e di nucleo generatore di un luogo urbano significativo nella nebulosa della città contemporanea.
Alla vocazione dell’archivio come museo aderiscono viceversa, con modalità differenti, le proposte per i casi di Roma, di Firenze e di Torino. Il progetto per Roma indirizza i propri propositi nei confronti di un nuovo organismo dedicato all’architettura del Novecento su un’area investita da recenti e importanti trasformazioni urbane, con la quale sperimenta più possibilità configurative a partire da approfondimenti sui caratteri distributivi e tipologici degli spazi. Attorno al tema di un museo dei modelli dell’architettura toscana si delinea il progetto dell’archivio di Firenze, pensato come un nuovo manufatto posto a dialogare con la storia e i monumenti della città. La proposta per Torino si presenta, infine, come caso particolare che assume il paesaggio come argomento di catalogazione/esposizione con la finalità di documentare/salvaguardare l’ambiente e alcune sue testimonianze storiche destinandole a luoghi di divulgazione tematizzata.

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