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Gli archivi per la storia dell’Osservatorio astrofisico di Catania
![]() In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio 2011” l’Archivio di Stato di Catania ha organizzato la manifestazione Polvere di stelle : gli archivi si raccontano, nel corso della quale è stato presentato il CD Video della mostra Percorsi di storia e traguardi scientifici dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, allestita dall’Archivio nell’Anno Internazionale dell’Astronomia.
La mostra - coordinata scientificamente da Aldo Sparti, direttore dell’Archivio di Stato, e curata da Anna Maria Iozzia - è suddivisa in tre sezioni : Le sedi, L’attività scientifica e Gli strumenti. Essa ripercorre infatti, da un lato, i momenti principali della costruzione delle diversi sedi dell’Osservatorio, sia quelle storiche (l’Osservatorio “V. Bellini” sull’Etna e l’Osservatorio presso l’ex monastero dei Benedettini a Catania), che quelle attuali (l’Osservatorio “M. G. Fracastoro” sull’Etna e l’Osservatorio “A. Riccò” presso la Cittadella Universitaria di Catania ); dall’altro lato focalizza l’attenzione sui momenti iniziali dell’attività scientifica, rivolta soprattutto alle ricerche di fisica solare e stellare, evidenziando il significativo ruolo svolto dall’Osservatorio, a livello nazionale e internazionale, nel campo degli studi di Astrofisica. A Catania fu istituita nel 1890 la prima cattedra in Europa di Astronomia fisica, il cui titolare, Annibale Riccò, fu nominato anche direttore dell’Osservatorio “V. Bellini”. Particolarmente importante è stata la realizzazione della “Carta del Cielo”, una mappatura fotografica della volta celeste promossa nel 1887 dall’Accademia di Francia e dall’Unione Astronomica Internazionale, a cui parteciparono venti tra i più prestigiosi Osservatori internazionali. Solo l’Osservatorio di Catania, designato a rappresentare l’Italia, riuscì a completare nell’arco di cinquanta anni, insieme a quello di Helsinki, il lavoro assegnatogli.
Il materiale documentario è stato integrato con alcuni strumenti che fanno parte della collezione di strumenti adoperati presso l’Osservatorio fin dalla sua nascita, dismessi dopo gli anni cinquanta del Novecento.
Per l’allestimento della mostra è stata utilizzata la documentazione di sei archivi, e cioè l’Archivio di Stato di Catania, l’Archivio storico e l’Archivio corrente dell’Osservatorio astrofisico di Catania, l’Archivio storico dell’Università degli Studi di Catania, l’Archivio del Museo della Fabbrica del monastero dei Benedettini e l’Archivio privato di Antonino Leonardi.
La documentazione dell’Archivio di Stato, conservata nei fondi archivistici Prefettura di Catania (Serie I e Serie II) e Amministrazione provinciale di Catania, ha permesso di delineare le fasi costruttive delle sedi storiche, oggi scomparse. L’Osservatorio “V. Bellini” fu, infatti, distrutto dalla lava nel 1971 e la specola presso l’ex monastero dei Benedettini fu smantellata per motivi di sicurezza nel 1982. A tale ricostruzione ha contribuito anche la documentazione dell’Archivio storico dell’Osservatorio astrofisico di Catania che conserva le piante del padiglione fotografico fabbricato nel giardino del monastero dei Benedettini per la realizzazione della Carta del Cielo.
L’Archivio storico dell’Osservatorio astrofisico di Catania è stato riordinato da Rosalia Vinci, nell’ambito del progetto nazionale Specola 2000 concordato tra la Direzione Generale per gli Archivi, la Società Astronomica Italiana e il Consorzio Nazionale per l’Astronomia e l’Astrofisica. Scopo di tale progetto era quello di riordinare e inventariare gli archivi storici di tutti gli Osservatori astronomici italiani (Arcetri, Brera, Bologna, Cagliari, Capodimonte, Catania, Padova, Palermo, Roma, Teramo, Torino e Trieste). Tali inventari sono ora disponibili in rete nel portale Polvere di stelle.
L’archivio è formato da 582 da unita archivistiche ed è suddiviso in nove serie. La prima, Sunspots – Macchie solari (1865- 1964, bb. 418), è costituita da disegni di macchie, facole e pori; la seconda, Corrispondenza (1870-1967, bb. 7 e reg. 1), da documentazione sia amministrativa che scientifica; la terza, Prominences - Protuberanze (1881-1965, bb. 132), da disegni, calcoli e annotazioni riguardanti osservazioni di protuberanze e bordi solari; la quarta, Fotografie (1885-1955, b. 1), dalle foto dell’Osservatorio Bellini sull’Etna, da quelle per l’Esposizione Universale di Roma (1942) e da altre di persone, luoghi e oggetti celesti; la quinta, Amministrativo - contabile (1887-1954, bb.2 e regg. 7), comprende documentazione riguardante l’amministrazione e la gestione economica e finanziaria del personale, della strumentazione e dei progetti scientifici dell’Osservatorio; la sesta, Fondi degli astronomi, suddivisa a sua volta in due sottoserie, Annibale Riccò (1891-1919,bb.4) e Mario Girolamo Fracastoro(1945-1954, bb.2), conserva la documentazione dei due direttori che tanto si adoperarono per l’Osservatorio; la settima, Fotografia celeste (1891- 1941, bb.2 e reg. 1), contiene la documentazione relativa al progetto La Carta del Cielo, documentazione che potrà essere integrata con i “Quaderni di calcolo” rinvenuti dopo la redazione dell’inventario; l’ottava, Astronomia (1900- 1915, regg.4), è formata da quattro registri, di cui tre riguardano osservazioni eseguite con lo spettroeliografo Toepfer e il Cerchio Meridiano Ertel e uno riporta le osservazioni del pianetino Eros; la nona, Microfotogrammi (1953-1960, b. 1), comprende 212 lastre relative ad osservazioni di stelle, tra cui la Nova Hercules 1960.
La documentazione dell’archivio dell’Osservatorio è stata utilizzata soprattutto per la sezione L’attività scientifica, suddivisa nelle sottosezioni La Carta del Cielo e Osservazioni solari, stellari e planetologiche. A tale sezione ha contribuito anche l’Archivio di Stato che nel fondo Prefettura di Catania (Serie I) conserva otto pubblicazioni scientifiche dell’Osservatorio degli inizi del Novecento.
L’archivio corrente dell’Osservatorio astrofisico e l’archivio storico dell’Università di Catania hanno permesso di evidenziare alcuni dei momenti della costruzione delle sedi attuali.
L’archivio storico dell’Università possiede una cospicua documentazione riguardante l’intera storia dell’Osservatorio astrofisico - a partire dalle origini ottocentesche - con speciale riguardo agli aspetti amministrativi (nella serie Fascicoli dell’Amministrazione centrale) e alla gestione del personale (nella serie Fascicoli del personale). Particolarmente significativa è anche la documentazione tecnico-progettuale delle sedi attuali conservata nella serie Ufficio tecnico, ufficio che venne istituito nel 1960 allo scopo di seguire soprattutto i lavori della Cittadella Universitaria, ideata e iniziata nel segno del rettore Cesare Sanfilippo, al cui figlio, l’ing. Ernesto Dario, fu affidato l’incarico di redigere negli anni Sessanta sia il progetto dell’Osservatorio cittadino che di quello sull’ Etna.
La figura di Pietro Tacchini- il deus ex machina della fondazione dell’Osservatorio di Catania, di cui ne determinò anche l’indirizzo scientifico- ha avuto ampio risalto grazie ad una serie di pannelli, conservati nell’Archivio del Museo della Fabbrica del monastero dei Benedettini, che furono realizzati in occasione della mostra Pietro Tacchini (1838-1905) e la fisica solare nell’Ottocento allestita nel 2005 dall’Osservatorio Astrofisico di Palermo.
L’Archivio del Museo della Fabbrica del monastero dei Benedettini comprende principalmente tutta la documentazione (1977-2006) relativa al recupero e al restauro del monastero che, in seguito all’abolizione delle Corporazioni religiose nel 1866, era stato ceduto al Comune di Catania ed era stato utilizzato, tra l’altro, per l’impianto di scuole, di caserme, dell’Osservatorio astrofisico, dell’Osservatorio meteorologico e dell’Osservatorio geodinamico. Nel 1977 il Comune lo cedette, a sua volta, alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università. I lavori di ripristino della struttura originaria furono seguiti da una sezione dell’Ufficio tecnico dell’Università che nel 1980 venne distaccata presso il monastero (dove rimase fino al 2007) e che, intorno alla metà degli anni Novanta, fu denominata “Sezione Centro storico” in quanto le furono attribuite anche le incombenze tecniche relative agli edifici universitari ubicati nel centro storico di Catania. L’archivio - di cui è in corso l’inventariazione - è suddiviso in otto serie che, a loro volta, sono ripartite in sezioni e sottosezioni. Le prime quattro serie comprendono la documentazione prodotta dall’Ufficio tecnico- Sezione Benedettini. Nella serie I, Atti, sono confluiti i documenti generali e tematici (suddivisi in 43 voci), i progetti non attuati, gli incarichi professionali, gli eventi ospitati nel monastero. Nella serie II, Lavori, è conservata la documentazione relativa ai 652 interventi effettuati, distinti in Lavori edili, Restauro, Impianti, Arredi e Varie. La serie III, Grafici, è costituita da oltre 2900 disegni (suddivisi in Disegni di progetto e Disegni di rilievo) relativi sia al monastero che ad altri edifici universitari . Nella serie IV, Fotografie, sono conservate circa 10.000 fotografie (di cui 4.000 ancora da schedare) eseguite durante le varie fasi di restauro. La serie V, Libri, comprende pubblicazioni riguardanti il monastero, annuari e testi relativi all’Università di Catania, cataloghi delle mostre ospitate nel monastero e rassegna stampa. La serie VI, Archivi e biblioteche catanesi, è costituita da 17.144 carte, acquisite in formato digitale, dei Libri mastri- che vanno dal 1732 al 1799- dell’Archivio dei Benedettini conservato presso l’Archivio di Stato di Catania. Fanno parte della stessa serie anche la pubblicazione, a cura di C. Ardizzone , dei regesti delle pergamene dell’Archivio dei Benedettini conservate presso le biblioteche riunite “Civica e A. Ursino Recupero” e l’inventario del Fondo Fardella (costituito prevalentemente da documentazione riguardante i Benedettini di Catania) conservato presso l’Archivio storico diocesano. La serie VII, Ufficio meteorologico governativo di Catania, raccoglie tutta la documentazione rinvenuta nei locali abbandonati nel 1980 dopo la chiusura dell’Ufficio, che fece parte integrante dell’Osservatorio astrofisico, insieme all’Osservatorio geodinamico, fino al 1919, anno in cui i due Istituti divennero autonomi e furono affidati ad un unico direttore. Separato nel 1939 da quello geodinamico, l’Osservatorio meteorologico fu riorganizzato nel 1964 assumendo la denominazione di Ufficio meteorologico governativo. All’interno di tale serie sono state individuate sei sezioni: Atti di ufficio pre 1964; Atti di ufficio post 1964; Attività dell’Osservatorio; Libri e periodici; Strumenti; Varie. La prima sezione comprende anche documentazione dell’Osservatorio astrofisico relativa alla Carta del Cielo e documentazione dell’Osservatorio geodinamico. Per quanto riguarda la sezione Strumenti alcuni strumenti sono conservati in archivio, altri sono esposti in una sala del museo. La serie VIII, Edifici universitari-Varie, contiene in prevalenza documentazione sui vari edifici universitari di cui si occupò l’Ufficio tecnico - Sezione Centro storico.
L’archivio privato di Antonino Leonardi, uno dei principali artefici del restauro del monastero dei Benedettini, ha arricchito la mostra con fotografie d’epoca che restituiscono affascinanti immagini di strutture architettoniche scomparse, con fotografie dell’abbattimento della specola del monastero, con pubblicazioni e giornali.
L’integrazione dei documenti degli archivi suddetti ha consentito di delineare un percorso quanto mai articolato della storia dell’Osservatorio astrofisico di Catania; percorso che è possibile visionare per intero nel CD Video, in cui sono stati inseriti anche i documenti che, pur essendo stati selezionati per la mostra, non erano stati esposti per esigenze di spazio. |
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