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“…ora più che ognuno riclama libertà…”. Stato e Chiesa in Abruzzo durante la rivoluzione unitaria
Tiziana Di Zio |
in n. 3/2011 |
Mostra documentaria. Pescara, Museo delle genti d’Abruzzo, 6-30 ottobre; Teramo, Biblioteca provinciale Melchiorre Delfico, 10-30 novembre; Chieti, Chiesa della Ss. Annunziata dei Crociferi - Auditorium delle Crocelle, 6-20 dicembre. Per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia la Soprintendenza archivistica per l’Abruzzo ha scelto di dedicare l’attenzione ad un punto di vista critico, quando non apertamente conflittuale, quale quello degli ambienti ecclesiastici delle province d’Abruzzo.Il conflitto si manifesta non solo fra il clero, in particolare fra i ranghi più elevati delle diocesi, fedeli al regno borbonico, e le istanze che oggi chiameremmo “risorgimentali”, ma anche all’interno del clero stesso, attraversato nella sua base da fermenti liberali e repubblicani.
La proclamazione dello stato unitario costituisce un punto di arrivo nella mostra, che segue il percorso della Chiesa abruzzese a partire dal ripristino del regno borbonico, attraverso i moti del 1848, fino al crinale del 1861 e suoi immediati seguiti. La ricerca documentaria è stata condotta prevalentemente negli archivi diocesani di Chieti, Lanciano e Teramo, meglio percorribili grazie agli inventari già completati o in corso, mentre la parte iconografica si è valsa dei fondi della Biblioteca provinciale M. Delfico di Teramo. Si segnala, infine, il saggio storico-giuridico di Federico Roggero, docente dell’Università degli studi di Teramo, che apre il catalogo della mostra.
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