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L’archivio Blasetti: quando le carte aiutano a “ritrovare” il cinema

Antonella Pagliarulo

in n. 2/2011

La passione e la cura di Mara Blasetti, la collaborazione e la disponibilità della Sovraintendenza per i Beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, l’impegno della Cineteca di Bologna: è grazie al concorso di uomini – anzi donne, ndr! -  e istituzioni, che il progetto di inventariazione e digitalizzazione delle “carte” del grande regista Alessandro Blasetti è stato realizzato.

Così Michela Zegna, curatrice del progetto, ha presentato il 29 giugno scorso  a Bologna nell'ambito del festival "Il cinema ritrovato" (25 giugno - 2 luglio 2011) organizzato dalla  Cineteca di Bologna, e al pubblico di Hollywood party su Radio tre,  la pubblicazione online dell’inventario del fondo Blasetti
L’occasione è stata la presentazione de “I racconti di fantascienza”, sceneggiati realizzati da Blasetti e andati in onda sulla Rai nel 1979. E proprio dall’archivio sono venute preziose informazioni per ricostruire la storia creativa e produttiva del programma tv: “Fantascienza. Sceneggiature non utilizzate nella prima trasmissione. Prime sceneggiature scelte e realizzate"; "Tv. Fantascienza. Idee generali. Sintesi romanzi principali”; "Elenco racconti selezionati. Riassunti Blasetti & Mandarà. Appunti vari",  sono i titoli di  alcuni dei fascicoli conservati tra le carte delle “Sceneggiature, trattamenti, appunti e piani di lavorazione relativi alle produzioni televisive di Blasetti”.
Lettere, copioni, articoli, interviste, foto di scena, bozzetti caricature, vignette: l’archivio,  conservato presso la Biblioteca Renzo Renzi - Cinema e fotografia dell'Istituzione Cineteca del Comune di Bologna, è stato riordinato e inventariato sulla piattaforma IBC-xDams dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna e sarà presentato ufficialmente a settembre.
Il  fondo è composto da un corposo epistolario (17.000 lettere), 202 fascicoli e 218 volumi tra soggetti e sceneggiature di progetti realizzati e non, una voluminosa rassegna stampa – Zegna parla di un’“imponente” raccolta; e poi fotografie,  materiali iconografici… 
Le serie dei "Copioni", "Corrispondenza" e "Rassegna stampa" corrispondono all’organizzazione in raggruppamenti dell’archivio individuati dalla famiglia Blasetti: la gestione dell'archivio era seguita direttamente dal regista che dava indicazioni precise alla figlia Mara su come organizzare e disporre fisicamente la documentazione.
La rassegna stampa è stata  integralmente digitalizzata: si tratta di oltre 19.000 file, accessibili dalla scheda descrittiva di ciascun fascicolo.
Le fotografie sono quasi 10.000, tra positivi su carta, cartoline, fotomeccaniche, alcuni negativi su pellicola e frammenti di pellicola cinematografica: si tratta di foto di scena, di set e relative alla vita di Blasetti; la serie dei “bozzetti e materiali grafici” 1925 - 1966  - con documenti digitalizzati – comprende, si legge nella descrizione archivistica,  materiali iconografici di varia natura: disegni di bozzetti di costumi per alcune realizzazioni cinematografiche di Blasetti, bozzetti per scenografie o per "Cinematografo", taccuini e fogli sciolti con disegni, caricature e vignette umoristiche il cui soggetto è spesso il regista stesso.
Qualche altra piccola curiosità sulla documentazione conservata: sulla “Corona di ferro” vi è la corrispondenza  tra  Blasetti e, a titolo esemplificativo, Maria Giacinti Guidi Carini, Emilio Cecchi, la Cines, Ludovico Toeplitz, Umberto Barbaro, Corrado Pavolini, il Ministero delle corporazioni; nella Corrispondenza con personalità del cinema e della cultura (1929 – 1982) troviamo lettere tra Alessandro Blasetti e Vittorio De Sica, Cesare Zavattini, Luchino Visconti, Ugo La Malfa, Giulio Andreotti…

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