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Laura Zattra, Musica e famiglia. L’avventura artistica di Renata Zatti, Padova, Cleup, 2010
![]() Pour na part je continue à vivre sur la combinaison stable famille-musique et je passe d’un èlèment à l’autre èternelle expèrience d’amour. Con queste parole tratte da una lettera inviata da Renata Zatti alla musicista Veronique Bizet, si apre l’introduzione al volume dedicato all’archivio di Renata Zatti attraverso il quale viene tracciato il ritratto di questa straordinaria artista italiana. Renata Zatti, nata il 5 aprile del 1932 a Casarsa della Delizia, pianista, compositrice e violoncellista, trascorre la sua esistenza cercando di far coincidere la vita artistica e lavorativa con quella familiare, con successo a volte e con rinuncia molte altre. Nel 1953 sposa Amelio Cicuttini, ingegnere presso la Società FRAGD (Fabbriche Riunite Amido Glucosio Destrina), un’azienda con sede a Milano filiale della CPCo. di New York (CPC International). La coppia ha quattro figlie e si sposta continuamente per i trasferimenti lavorativi di Amelio. Renata ricorderà più tardi: Ero molto giovane quando mi credevo ormai vecchia, solo i figli mi sembrava… ‘troppo’ e studiavo nascostamente o quasi il piano (p. 141). La musica resta dunque l’altro grande suo amore insieme alla famiglia; parte fondamentale della sua vita: Quando viene la sera di un giorno in cui la musica è stata assente dalla mia vita, termino in ansia (p. 105).
Nel 1995 Amelio, con grande gioia di Renata, imparerà a fare il lituaio prendendo contatto con uno dei più famosi liutai di Cremona Francesco Bissolotti: quello che maggiormente oggi mi rende felice e incredula è l’attuale grande coinvolgimento di Amelio con la questione liuteria perché riesco così a giustificare me di tutto ciò che ho sempre voluto e fatto per salvare il salvabile della mia natura musicale (p. 197).
Renata nel corso della sua vita compone circa un centinaio di opere strumentali. Composizioni ispirate da poesie, composizioni dedicate alle figlie. Riempie pagine del suo diario così come aveva fatto la madre Ada; proprio i diari delle due donne rappresentano una delle strade individuate da Laura Zattra per ripercorrere la storia di questa donna tesa sempre a non mortificare la propria identità femminile, la sua genialità di compositrice ma nemmeno il suo sentirsi moglie e madre amata ed appagata. Renata muore a Bruxelles il 4 settembre 2003.
Alla sua morte grazie alla sensibilità del marito Amelio, le carte di Renata non furono smembrate ma tirate fuori da cassetti e armadi; un vero e proprio archivio formato da corrispondenza, diari, appunti, spartiti, documenti fotografici e documenti audio che, insieme alla biblioteca, la famiglia cercò di valorizzare. Amelio prima di tutto cercò di salvaguardare quell’ordine dato ai documenti dalla musicista e che oggi sono la testimonianza della sua esistenza di donna, di artista e dell’ambiente culturale in cui viveva: Avevo paura a metterci le mani, pensavo che se scombussolavo il suo ordine, non avrei più ritrovato un certo documento (p.22).
Tutto il Fondo Renata Zatti Ciccuttini è stato dato dalla famiglia al Dipartimento di storia delle arti visive e della musica dell’Università di Padova dove ha trovato una giusta collocazione per essere a disposizione di studi e ricerche sulla musica contemporanea e su quell’universo ancora semisconosciuto riguardante le donne musiciste.
Nel volume ben costruito da Laura Zattra, seguiamo un’operazione molto interessante che intreccia il percorso musicale di Renata con la storia di una donna consapevole del suo valore di artista, desiderosa di vivere completamente la quotidianità degli affetti. Il quarto capitolo presenta il catalogo delle opere in ordine cronologico di composizione. Attraverso la testimonianza dei familiari ma soprattutto attraverso la voce dei documenti, ripercorriamo le sue scelte, le sue emozioni; analizziamo come e cosa conservava. Esploriamo un esempio di quella memoria femminile, un tempo avvolta nel silenzio, che oggi trova finalmente lo spazio di cui ha diritto nell’ambito del patrimonio fragile quanto importantissimo rappresentato dagli archivi di personalità contemporanee. |
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