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“Ego signavi et roboravi”. Signa e sigilli notarili nel tempo

Paola Caroli

in nn. 1-2/2010
Nell’ambito della XII Settimana della Cultura, il 22 aprile 2010 è stata inaugurata presso l’Archivio di Stato di Genova la mostra curata da Alfonso Assini, Giustina Olgiati e Antonella Rovere, dedicata ai signa e sigilli utilizzati dai notai a partire dal XII secolo, con conferenze di Antonella Rovere (Università degli Studi di Genova) e di Carlo Carosi (Centro Studi per la storia del notariato genovese “Giorgio Costamagna").
Nel Medioevo le sottoscrizioni autografe tracciate sui documenti da cancellieri, referendari, tabellioni, notai e testimoni sono precedute da un simbolo, costituito da un segno di croce o da motivi più elaborati.
Particolare rilievo assume quel signum tracciato dai notai prima della sottoscrizione: le sue caratteristiche, variabili nel corso dei secoli, esprimono nella forma più immediata e significativa i traguardi raggiunti dalla categoria professionale che culminano, nel corso del secolo XII, nella conquista della publica fides, traducibile nella capacità di attribuire in piena autonomia credibilità al documento prodotto. A partire da questo momento e nei secoli seguenti infatti il notaio sceglie un segno personale più complesso e difficile da imitare, che può essere costituito da una diversa elaborazione del pronome ego o da motivi geometrici costruiti in genere sulla base di una croce o ancora da “signa parlanti”, raffiguranti il nome del notaio.

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